Nel panorama sempre più affollato dei mouse gaming wireless il ROG KERIS II ORIGIN di ASUS si presenta come una proposta che prova a mescolare le carte in tavola. Non parliamo di una semplice evoluzione del precedente modello ma di un dispositivo che cerca di posizionarsi in quella fascia di mercato dove il prezzo diventa competitivo senza rinunciare alle prestazioni di alto livello.
La prima impressione, quando si estrae il KERIS II ORIGIN dalla confezione, è quella di tenere tra le mani un prodotto che ha qualcosa da raccontare. La forma ergonomica per destrorsi non è una novità ma l’esecuzione è talmente curata che sembra quasi progettata su misura. Il peso di 65 grammi lo colloca in quella zona di comfort dove non risulta troppo leggero da sembrare instabile né troppo pesante da affaticare il polso durante sessioni di gioco prolungate. Il sensore ROG AimPoint Pro da 42.000 DPI non è solo un numero buttato lì per fare scena. Durante i test con titoli competitivi – come Battlefield 6 e COD Warzone – la precisione è risultata chirurgica anche nei movimenti più veloci. La velocità di tracciamento di 750 IPS e l’accelerazione di 50G garantiscono che ogni minimo movimento del polso venga tradotto sullo schermo senza perdita di informazioni.
Il rapporto qualità prezzo è interessante, soprattutto considerando gli accessori inclusi nella confezione che vedremo nel dettaglio più avanti. In sintesi il ROG KERIS II ORIGIN è un mouse che convince per la qualità costruttiva e le prestazioni ma che non cerca di stupire con soluzioni estreme. È pensato per chi vuole un dispositivo affidabile e versatile che possa accompagnare sia le sessioni competitive che l’uso quotidiano senza dover fare i salti mortali per configurarlo o mantenerlo efficiente nel tempo. Vi lascio, dunque, alla recensione del mouse KERIS II ORIGIN per gli ulteriori dettagli e il racconto dell’esperienza.
Specifiche tecniche e contenuto della confezione

Scheda tecnica completa
| Caratteristica | Specifica |
| Sensore | ROG AimPoint Pro |
| Risoluzione massima | 42.000 DPI |
| Velocità di tracciamento | 750 IPS |
| Accelerazione | 50G |
| Switch | ROG Micro Switch II meccanici (100M clicks) |
| Peso | 65 grammi |
| Connettività | USB cablata / Wireless 2.4 GHz / Bluetooth 5.2 |
| Polling rate | Fino a 8000 Hz (con ROG Polling Rate Booster) |
| Autonomia wireless 2.4 GHz | 127 ore (RGB off) / 82 ore (RGB on) |
| Autonomia Bluetooth | 192 ore (RGB off) / 91 ore (RGB on) |
| Illuminazione RGB | 3 zone (rotella, logo laterale, logo posteriore) |
| Piedini | 100% PTFE |
| Forma | Ergonomica per destrorsi (ispirata Zowie EC) |
| Software | Armoury Crate / Gear Link (web-based) |
| Prezzo indicativo | 120-125 euro |
Cosa troviamo nella confezione
ASUS non ha badato a spese per quanto riguarda gli accessori inclusi. La confezione del KERIS II ORIGIN è ricca di contenuti utili che dimostrano attenzione verso le esigenze dei giocatori più esigenti.
- Mouse ROG KERIS II ORIGIN;
- Cavo ROG Paracord da 2 metri – morbido e flessibile per ridurre la resistenza durante l’uso cablato;
- Dongle wireless USB 2.4 GHz – per la connessione a bassa latenza;
- 2 switch ROG Micro Switch II di ricambio – identici a quelli preinstallati per sostituzioni future;
- Pinzette speciali – progettate per rimuovere e installare gli switch senza danneggiare i componenti;
- Grip tape adesivo pretagliato – per migliorare la presa nelle zone laterali;
- Set di piedini PTFE di ricambio – per sostituire quelli originali quando si usurano;
- Adattatore per dongle wireless – per avvicinare il ricevitore al mouse e ridurre le interferenze;
- Manuale utente e documentazione.
La presenza degli switch di ricambio e delle pinzette dedicate è particolarmente apprezzabile. Non tutti i produttori offrono questa possibilità e averla inclusa di serie dimostra che ASUS punta sulla longevità del prodotto. Il grip tape è un’aggiunta gradita per chi suda molto durante le sessioni competitive o per chi preferisce una texture più aggressiva sui lati del mouse. L’imballaggio merita una menzione a parte. ASUS dichiara che contiene meno dell’1% di plastica sul peso totale e questo si nota. La maggior parte dei materiali è cartone riciclabile con inserti in fibra compressa. Un approccio più sostenibile che non sacrifica la protezione del prodotto durante il trasporto.
Design ed ergonomia: quando la forma segue la funzione

Il ROG KERIS II ORIGIN non cerca di reinventare la ruota dal punto di vista del design. ASUS ha preso ispirazione dall’archetipo Zowie EC che da anni rappresenta la massima “fonte” per i mouse ergonomici destinati ai destrorsi. La gobba centrale del mouse scende gradualmente verso entrambe le estremità, creando un profilo che supporta naturalmente il palmo della mano. La scelta di un design asimmetrico è coraggiosa in un mercato dove molti produttori preferiscono forme ambidestre per massimizzare la base di utenti potenziali. Ma questa decisione paga in termini di comfort. I lati inclinati si adattano perfettamente alle dita fornendo punti di appoggio naturali che permettono una presa sicura senza dover stringere eccessivamente.
Durante i test con diverse impugnature il mouse si è dimostrato versatile. Con una presa a palmo la gobba alta riempie completamente il palmo della mano offrendo un supporto che riduce l’affaticamento durante sessioni prolungate. Passando a una presa ad artiglio il profilo permette di mantenere le dita arcuate sui pulsanti principali, garantendo controllo preciso per i movimenti rapidi tipici degli FPS competitivi. La dimensione del mouse lo rende ideale per mani medio-grandi. Chi ha mani piccole potrebbe trovarlo leggermente ingombrante, soprattutto con impugnatura fingertip. Ma per la stragrande maggioranza degli utenti le proporzioni sono azzeccate e offrono quel giusto equilibrio tra controllo e comfort che caratterizza i migliori mouse ergonomici sul mercato.
I materiali utilizzati sono di buona qualità. La scocca presenta una finitura opaca piacevole al tatto che non risulta troppo liscia né eccessivamente texturizzata. Il rivestimento PBT dei pulsanti principali offre una sensazione premium durante i click, anche se come già accennato tende a catturare le impronte digitali più facilmente rispetto ad altri materiali. I lati del mouse mantengono la stessa finitura opaca e offrono una presa sicura, anche senza applicare il grip tape incluso. La texture è sufficiente per garantire controllo durante i movimenti veloci ma non risulta aggressiva al punto da irritare la pelle dopo ore di utilizzo. Per chi preferisce una presa ancora più sicura il grip tape adesivo pretagliato si applica facilmente nelle zone laterali senza creare spessori eccessivi.
I pulsanti principali sono la vera star dello show dal punto di vista costruttivo. Gli switch meccanici ROG Micro Switch II offrono un feedback tattile soddisfacente con un click deciso ma non troppo rumoroso. Il pre-travel è moderato e il post-travel è minimo, creando una sensazione di risposta immediata che i giocatori competitivi apprezzeranno. Il movimento laterale dei pulsanti è contenuto e non crea quella sensazione di gioco eccessivo che caratterizza alcuni mouse economici.

I pulsanti laterali meritano un discorso a parte. Posizionati nella zona ottimale per il pollice sono facilmente raggiungibili senza dover distorcere la presa. Il pre-travel e il post-travel sono molto bassi, garantendo un’attivazione precisa. L’unica nota negativa è un feedback leggermente carente che li rende meno soddisfacenti da premere rispetto ai pulsanti principali. Non è un problema funzionale ma più una questione di percezione tattile. La rotella di scorrimento è un altro punto di forza. Più fluida rispetto ad altri mouse della stessa fascia di prezzo, offre una resistenza calibrata che permette di sentire chiaramente ogni scatto senza però richiedere troppa forza per farla girare. Il pulsante centrale della rotella ha un’attivazione decisa che evita pressioni accidentali durante lo scrolling.
I piedini in PTFE al 100% sono generosi nelle dimensioni e garantiscono uno scorrimento fluido sulla maggior parte delle superfici. Durante i test con diversi mousepad, sia in tessuto che rigidi, il mouse si è mosso con naturalezza senza creare attriti fastidiosi. Il fatto che ASUS includa un set di piedini di ricambio nella confezione è un tocco di classe che allunga ulteriormente la vita utile del prodotto. L’illuminazione RGB è presente ma discreta. Le tre zone illuminate comprendono la rotella di scorrimento, il logo laterale sotto i pulsanti e il logo ROG sul retro. Gli effetti sono personalizzabili tramite software anche se curiosamente le tre zone funzionano come un’unica area senza possibilità di configurazioni indipendenti. Una limitazione strana considerando che altri mouse della stessa fascia permettono il controllo individuale di ogni zona RGB.
La qualità costruttiva generale è solida. Non ci sono scricchiolii quando si stringe il mouse né flessioni della scocca quando si applica pressione sui lati. Tutto risulta assemblato con cura e trasmette una sensazione di robustezza che fa ben sperare per la durata nel tempo. Il mouse emana quella qualità tipica dei prodotti premium senza però cadere nell’eccesso di orpelli estetici che caratterizzano alcuni modelli gaming più estremi. Un dettaglio interessante è la porta USB-C posta frontalmente. La posizione permette di utilizzare il mouse in modalità cablata senza che il cavo interferisca con i movimenti. Il cavo Paracord incluso è sufficientemente morbido da non creare resistenze fastidiose, anche se non raggiunge la flessibilità dei migliori cavi aftermarket disponibili sul mercato.
Prestazioni tecniche: la precisione al servizio del gameplay

Il cuore pulsante del ROG KERIS II ORIGIN è il sensore ROG AimPoint Pro da 42.000 DPI. Parliamo di un sensore ottico di ultima generazione, che porta con sé tutta l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni nel campo del tracking. Ma i numeri sulla carta raccontano solo metà della storia. Quello che conta davvero è come questo sensore si comporta nelle situazioni reali di gioco. Un aspetto che merita attenzione è l’assenza di angle snapping. Questa feature, che alcuni sensori includono, tende a correggere le linee rette che l’utente cerca di tracciare. Può sembrare utile sulla carta ma per i giocatori competitivi rappresenta un’interferenza inaccettabile. Il sensore AimPoint Pro lascia che sia la mano dell’utente a decidere la traiettoria, senza applicare correzioni automatiche.
La precisione del sensore varia in base alla sensibilità impostata. A 1600 DPI, che rappresenta un valore comune per molti giocatori, il jitter è praticamente invisibile. Salendo a 20.050 DPI si nota un jitter moderato, che diventa significativo quando si raggiungono i 42.000 DPI massimi. Questo comportamento è normale per i sensori privi di smoothing e non rappresenta un difetto. Chi utilizza sensibilità estreme dovrà accettare questo compromesso, anche se la stragrande maggioranza dei giocatori opera ben al di sotto di questi valori. La velocità di tracciamento di 750 IPS è più che sufficiente per qualsiasi stile di gioco. Anche i giocatori low-sense, che compiono ampi movimenti del braccio per ruotare la visuale, non riusciranno a superare questa soglia in condizioni normali.
L’accelerazione massima di 50G garantisce che il sensore non perda la posizione nemmeno durante i movimenti più bruschi. Questo valore può sembrare esagerato ma rappresenta un margine di sicurezza importante per evitare che situazioni limite possano compromettere il tracking. Nei test pratici il sensore non ha mai mostrato segni di cedimento anche durante movimenti intenzionalmente estremi pensati per metterlo in difficoltà.
La connettività tripla rappresenta uno dei punti di forza del KERIS II ORIGIN. La modalità wireless 2.4 GHz, tramite dongle USB, offre prestazioni identiche alla connessione cablata con latenze impercettibili. La tecnologia ROG SpeedNova garantisce una comunicazione stabile e priva di interferenze anche in ambienti affollati di dispositivi wireless. La modalità Bluetooth 5.2 sacrifica un po’ di reattività in cambio di una compatibilità universale e di un’autonomia superiore. È perfetta per chi vuole utilizzare il mouse con laptop o tablet in mobilità, dove l’assenza del dongle USB rappresenta un vantaggio pratico. La latenza leggermente superiore rispetto alla modalità 2.4 GHz non è comunque percettibile in giochi meno competitivi o durante l’uso produttivo.
Il polling rate standard è di 1000 Hz che rappresenta il valore più comune nei mouse gaming. Con l’acquisto separato del ROG Polling Rate Booster è possibile raggiungere gli 8000 Hz. Questa frequenza di aggiornamento superiore può offrire vantaggi in termini di fluidità del tracking, soprattutto su monitor ad alta frequenza di aggiornamento. Ma per la maggior parte degli utenti i 1000 Hz sono più che sufficienti.

La batteria integrata offre prestazioni superiori alla media di categoria. Le 127 ore dichiarate in modalità wireless 2.4 GHz (con illuminazione spenta) si traducono in oltre cinque giorni di utilizzo intensivo senza necessità di ricarica. Anche attivando l’illuminazione RGB le 82 ore garantite permettono di giocare per quasi quattro giorni senza interruzioni. Si tratta di valori che superano la maggior parte dei diretti concorrenti. La ricarica avviene tramite porta USB-C e impiega circa due ore per completarsi. Il mouse può essere utilizzato durante la ricarica in modalità cablata, quindi non ci sono tempi morti forzati. Un LED di stato indica il livello della batteria con colori diversi e il software permette di impostare notifiche quando la carica scende sotto una certa soglia.
Gli switch meccanici ROG Micro Switch II – certificati per 100 milioni di click – rappresentano un salto qualitativo rispetto agli switch standard. La durata certificata è il doppio rispetto a molti concorrenti e il sistema hot-swap permette di sostituirli facilmente quando si usurano. Questo significa che il mouse può durare potenzialmente per molti anni senza dover essere sostituito completamente. Il lift-off distance, ovvero la distanza alla quale il sensore smette di tracciare quando si solleva il mouse dal mousepad, è regolabile tramite software. I valori disponibili permettono di adattare il comportamento alle preferenze personali: chi preferisce sollevare frequentemente il mouse per riposizionarlo può impostare una distanza bassa mentre, chi tende a mantenere sempre il contatto con la superficie può alzare leggermente questo valore.
Il software Armoury Crate di ASUS offre controllo completo su tutti i parametri del mouse. La sensibilità DPI può essere regolata con precisione ed è possibile salvare fino a cinque profili differenti, accessibili tramite il pulsante dedicato sotto la rotella. Ogni profilo può avere impostazioni diverse per DPI, polling rate, lift-off distance e illuminazione RGB. Un’alternativa interessante al software desktop è Gear Link, uno strumento basato su web che permette di configurare il mouse senza installare applicazioni. Basta collegare il dispositivo e aprire il browser per accedere a tutte le impostazioni principali. È una soluzione comoda per chi non vuole appesantire il sistema con software aggiuntivi o per chi utilizza il mouse su computer diversi.
La memoria onboard del mouse può salvare le configurazioni direttamente nel dispositivo. Questo significa che le impostazioni personalizzate vengono mantenute anche quando si collega il mouse a un altro computer senza dover reinstallare il software o riconfigurare tutto da zero. Una feature fondamentale per chi partecipa a tornei o LAN party dove non è sempre possibile installare i propri programmi.
Altri aspetti da considerare: software, personalizzazione e confronti

Uno degli aspetti più interessanti del ROG KERIS II ORIGIN è il sistema push-fit per la sostituzione degli switch. Questa caratteristica che rimane quasi esclusiva della linea KERIS di ASUS rappresenta un vantaggio competitivo importante. La possibilità di cambiare gli switch – senza dover aprire il mouse con cacciaviti (e quindi rischiare di danneggiare i circuiti stampati) – abbassa drasticamente la barriera d’ingresso per chi vuole personalizzare il proprio dispositivo.
Il processo di sostituzione è sorprendentemente semplice. Utilizzando le pinzette speciali incluse nella confezione si rimuovono i piedini PTFE nella zona dei pulsanti principali, rivelando due sportellini magnetici. Una volta aperti questi sportellini si accede direttamente agli switch che possono essere estratti con le pinzette e sostituiti con quelli di ricambio. L’intera operazione richiede pochi minuti e non necessita di competenze tecniche particolari.
Questa feature non è solo una comodità. Rappresenta un investimento sulla longevità del prodotto. Gli switch sono componenti soggetti a usura e anche i migliori possono sviluppare problemi dopo milioni di click. Invece di dover buttare l’intero mouse quando uno switch inizia a dare problemi è possibile semplicemente sostituirlo con uno nuovo. Sul lungo periodo questo può tradursi in un risparmio economico significativo.
Il confronto con il modello Ace della stessa linea KERIS rivela alcune differenze interessanti. L’Ace è più leggero con i suoi 54 grammi contro i 65 del modello Origin. Include il ROG Polling Rate Booster nella confezione e offre una texture più aggressiva sulla scocca. Ma costa circa 30-35 euro in più. Il modello Origin rappresenta quindi un compromesso interessante per chi vuole risparmiare senza rinunciare alle prestazioni essenziali. La scelta tra i due modelli dipende dalle priorità personali. Chi cerca il mouse più leggero possibile e vuole subito il polling rate a 8000 Hz troverà nell’Ace la soluzione ideale. Chi invece può accettare qualche grammo in più e non ritiene indispensabile il polling rate estremo troverà nell’Origin un’alternativa più economica ma comunque validissima.
Confrontando il KERIS II ORIGIN con il Logitech G Pro X Superlight 2 emergono filosofie diverse. Il Logitech punta tutto sul peso minimo con i suoi 60 grammi e offre un sensore da 44.000 DPI leggermente superiore. Ma costa circa 30 euro in più e non include switch sostituibili. L’autonomia è inferiore e la forma simmetrica potrebbe non piacere a chi preferisce profili ergonomici dedicati.
Il Razer DeathAdder V3 Pro rappresenta forse il concorrente più diretto per filosofia costruttiva. Anche questo mouse adotta una forma ergonomica per destrorsi e pesa 63 grammi. Il sensore Focus Pro da 30.000 DPI è leggermente meno risoluto sulla carta ma nella pratica le differenze sono impercettibili. L’autonomia di 90 ore è inferiore rispetto alle 127 ore del KERIS II ORIGIN e non include switch sostituibili. Il prezzo è comparabile quindi la scelta dipende principalmente dalle preferenze estetiche e dalla forma preferita.
Un aspetto spesso sottovalutato è la compatibilità software. Armoury Crate di ASUS non è il programma più leggero in circolazione e può risultare invadente per chi preferisce mantenere il sistema pulito. Tuttavia la presenza di Gear Link come alternativa web-based risolve in parte questo problema. Chi vuole configurazioni rapide senza installare software aggiuntivi apprezzerà questa flessibilità. La funzionalità Gear Link merita un approfondimento. Collegando il mouse e visitando l’apposita pagina web si accede a un’interfaccia pulita che permette di regolare DPI, riassegnare i pulsanti e modificare gli effetti RGB. Non offre tutte le opzioni avanzate di Armoury Crate ma per la maggior parte degli utenti le funzioni disponibili sono più che sufficienti. È particolarmente comodo per configurazioni rapide su computer pubblici o per chi gioca su sistemi operativi diversi.
I profili DPI memorizzabili direttamente nel mouse sono cinque. Ogni profilo può avere impostazioni completamente diverse, permettendo di passare rapidamente da configurazioni per FPS competitivi con DPI bassi a setup per giochi strategici con sensibilità più alte. Il cambio tra profili avviene tramite il pulsante dedicato sotto la rotella e un LED cambia colore per indicare quale profilo è attivo. La macro assegnazione ai pulsanti laterali è supportata ma con alcune limitazioni. È possibile registrare sequenze di tasti e assegnarle ai pulsanti programmabili ma non si possono creare macro complesse con ritardi variabili o condizioni. Per la maggior parte dei giochi questa funzionalità è sufficiente ma chi cerca automazioni elaborate dovrà guardare altrove.
Conclusioni: un mouse che merita attenzione

Il ROG KERIS II ORIGIN si posiziona in una zona interessante del mercato. Non è il mouse più leggero disponibile né il più economico e non vanta, nemmeno, del polling rate più alto di serie e né la maggior risoluzione DPI. Eppure riesce a costruire un pacchetto complessivo convincente che va oltre la somma delle singole caratteristiche tecniche. La vera forza di questo mouse sta nell’equilibrio. L’ergonomia studiata per destrorsi offre comfort reale durante sessioni prolungate senza sacrificare il controllo necessario per il gaming competitivo.
Il prezzo di circa 120 euro lo rende competitivo ma non aggressivo. Costa meno del Logitech G Pro X Superlight 2 e si posiziona nella stessa fascia del Razer DeathAdder V3 Pro. Considerando le prestazioni offerte e soprattutto la possibilità di sostituire gli switch il rapporto qualità prezzo risulta interessante. Chi cerca l’ultimo grido della tecnologia o il peso più leggero possibile dovrà guardare altrove e spendere di più. Ma per la maggior parte dei giocatori questo mouse offre tutto il necessario.
I difetti esistono e sarebbe disonesto non menzionarli. Il peso di 65 grammi non entusiasmerà chi cerca mouse ultraleggeri. La plastica PBT dei pulsanti cattura facilmente sporco e impronte richiedendo pulizie frequenti. Il ROG Polling Rate Booster non è incluso e rappresenta una spesa extra di 30 euro per chi vuole gli 8000 Hz. L’illuminazione RGB non permette controllo individuale delle tre zone limitando le possibilità di personalizzazione estetica. Il confronto con i diretti concorrenti rivela che il KERIS II ORIGIN non eccelle in nessuna singola categoria ma offre un pacchetto complessivo difficile da battere. È più pesante del Logitech G Pro X Superlight 2 ma costa meno e dura più a lungo con una singola carica. Offre switch sostituibili che il Razer DeathAdder V3 Pro non ha. Garantisce autonomia superiore a entrambi mantenendo prestazioni comparabili.
La forza nell'equilibrio
La domanda finale è sempre la stessa: vale la pena acquistarlo? La risposta dipende dalle priorità personali. Chi cerca il mouse più leggero del mercato o il polling rate più alto di serie troverà alternative migliori. Chi vuole un dispositivo affidabile con forma ergonomica eccellente, prestazioni di alto livello, autonomia superiore e la possibilità di sostituire gli switch quando si usurano troverà nel KERIS II ORIGIN una scelta solida che difficilmente deluderà.

