Far ripartire da zero una serie scomparsa dai radar 20 anni fa è sempre un azzardo. Conviene riproporre una versione al passo coi tempi, ma vicina al progetto iniziale, oppure rivoluzionare il tutto e sperare nel successo?

Milestone ha scelto la seconda strada per Screamer, IP creata da loro stessi quando gli anni cominciavano ancora con l’1. Il gioco odierno mantiene solo alcuni aspetti di quello originale: il fatto che sia un racing arcade, le auto e i tracciati di fantasia e la velocità smodata. Nel 2026 occorre però giocare anche altre carte per sopravvivere nel marasma di titoli presenti nei vari store. Ecco che arriva dunque una vera narrazione da seguire e scoprire, un modello di guida più profondo e sfidante, una veste grafica scintillante e ambientazioni super futuristiche.

Carriera e tutorial tutto insieme

Screamer si tinge di tonalità cyberpunk, assumendone anche i caratteristici tratti narrativi. A scanso di equivoci, non è un gioco per bambini. I colori accesi potrebbero trarre in inganno, ma bastano pochi minuti all’interno della modalità Il Torneo per capire che la narrazione di Screamer tocca temi piuttosto seri: violenza fisica e verbale, vendetta, utilizzo sfrenato della tecnologia. Ognuno di loro, grazie a un chip di traduzione, può parlare con tutti gli altri nella propria lingua senza alcuna incomprensione: per questo motivo non è possibile scegliere l’audio integrale in italiano, in quanto i sottotitoli saranno sempre presenti e Lavinia, unico personaggio italiano, è già comprensibile di suo.

Le 5 squadre, composte da 3 piloti ciascuna, si differenziano molto in termini di visione e pensieri. Quelli che possono essere considerati personaggi principali sono i Green Reapers, ex militari in cerca di vendetta contro gli Anaconda Corp, classici corporativi senza scrupoli né morale. Attorno a loro ci sono però altre persone attivamente coinvolte: Jupiter Stormers, scienziati e astronauti, e Strike Force Romanda, cantanti pop giapponesi, sono trasportate da motivi personali interlacciati. Infine ci sono i Kagawa Kai, sempre giapponesi, a rappresentare i veri corridori della strada con Noboru Sato in qualità di re della competizione.

Tutti loro vengono invitati da un certo Mr. A a partecipare a questo grande Torneo, il cui premio finale è talmente alto da rendere impossibile un rifiuto. Per alcuni è comunque un pretesto per potersi avvicinare all’obiettivo da eliminare, oppure per far luce su incidenti passati, o ancora per approfittare della tecnologia avanzata e studiarne le potenziali applicazioni.

Ha senso che le auto siano un mezzo per raggiungere i loro obiettivi? Realisticamente no, ma se prendiamo in considerazione che Screamer vuole collegarsi ai canoni degli anime anni 80/90 in cui le gare clandestine erano un modo comune di risolvere situazioni legate ad altri ambiti, allora è facile accettarlo.

L’intero roster di personaggi è stato disegnato da Polygon Pictures, che ne ha curato in modo davvero interessante anche le cutscene. Screamer ha puntato molto su questa parte narrativa, disseminando spezzoni video in tutto il Torneo. Dal secondo atto è infatti possibile seguire il punto di vista dei diversi team grazie a episodi dedicati. Al momento dello sblocco sono skippabili, ma il consiglio è di prenderli tutti in considerazione non appena disponibili.

Non fraintendete, è comunque possibile finire la narrazione principale in modo sensato. Quando poi tornerete a completare gli episodi secondari vi accorgerete del perché succedano determinate cose e potrete finalmente collegare tutti i puntini.

Screamer diverso, auto diversa

Ogni personaggio di Screamer si porta dietro auto e abilità. Il team leader è quello più arduo da utilizzare, ma anche performante se sfruttato a dovere. I gregari si occupano invece del vero combattimento con gli altri, oltre ad avere mezzi più governabili. Nella modalità Il Torneo ovviamente non è possibile scegliere chi utilizzare: per ogni episodio è già deciso chi sarà il pilota in strada e quali siano i suoi obiettivi.

Proprio per questo, Il Torneo è la campagna principale e al tempo stesso l’enorme tutorial per imparare a guidare. All’inizio si tratta solo di premere l’acceleratore e qualche volta il freno, in quanto la derapata risulterà subito l’azione più facile per affrontare le curve. A lungo andare vengono però aggiunte altre meccaniche, fino quasi alla fine della campagna.

Poco dopo si arriva al cambio semiautomatico: Screamer consente infatti di ingranare la marcia successiva nel momento perfetto per avere un minimo di boost e la possibilità di caricare la prima barra di energia, chiamata Sync. Questa si tramuta in vero boost di velocità una volta riempita nelle sue varie sezioni, oppure nell’attivazione di uno scudo.

Dall’altro lato c’è invece l’Entropia, caricabile ogni volta che si utilizzano boost o scudi. Utilizzabile più avanti nel gioco, permette di effettuare strike nei confronti degli avversari, facendoli esplodere momentaneamente. Quando è carica al 100% si può attivare anche l’Overdrive, una sorta di modalità finale che consente di raggiungere velocità incredibili, a discapito della sicurezza.

Il tutto fa parte dell’ECHO, un congegno centrale per la storia, creato dal meccanico Gage per tutti i corridori. Oltre a queste abilità di guida, esso consente ai personaggi di non morire. Letteralmente. L’ECHO riavvolge infatti il tempo nel momento in cui un’auto esplode, consentendo a quel personaggio di ritornare subito disponibile e continuare la corsa. Narrativamente è un tassello fondamentale, sempre discusso da tutti i piloti per via delle sue potenziali applicazioni fuori dalla strada.

Questa progressione in stile tutorial di Screamer è veramente ottima, perché pur essendo composta da una quantità di elementi nemmeno troppo grande riesce comunque a terminare il vero addestramento solo quasi a ridosso della fine.

Dove sarebbe potuto migliorare

Per quanto i tracciati, 32 in totale divisi in 4 location diverse, siano dotati di curve e rettilinei sempre difficili da inanellare correttamente, forse sarebbe stata più apprezzabile l’introduzione di qualche salto o evoluzione in più. Sono disponibili scorciatoie una volta ogni tanto, ma non esattamente facili da individuare e intraprendere ogni volta. La loro varietà stilistica è però molto azzeccata per tutti gli ambienti disponibili. Il comparto grafico è perfetto per lo stile voluto, soprattutto nei quartieri della città più illuminati dalle classiche luci in stile cyberpunk.

Completa l’opera una colonna sonora che rispecchia nel migliore dei modi i toni di Screamer, aspetto ricercato anche da Milestone stessa per tenere tutto il più fedele possibile al canone di cui il gioco fa parte.

In conclusione

Screamer esegue bene il suo compito molteplice: riportare in auge un canone degli anime anni 80/90 e al tempo stesso applicare un modello di guida arcade senza meccanismi ormai vetusti. Per certi versi mi ha ricordato un vecchio gioco che amavo da piccolo, Ultimate Race Pro, anche se tecnicamente lo Screamer originale era uscito addirittura prima.

Lo stile di guida twin stick non è sicuramente rivoluzionario, ma si presta al gioco e si unisce alla necessità di utilizzare le abilità anziché limitarsi a sterzare. Si potrebbe forse discutere un attimo sul prezzo di accesso, al momento pari a 59,99€ su Steam per la versione base e 69,99€ per quella Deluxe con accesso anticipato. Quello che sappiamo di sicuro è che la narrazione di Screamer, se verrà accolta bene dal pubblico, non si fermerà qui.

Il nostro verdetto

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Una buona rivisitazione moderna del racing arcade.

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