Quando ho avuto occasione di recensire il mouse da gaming Steelseries Aerox 3 Wireless sono rimasto colpito di come, a distanza di anni dal suo lancio effettivo, fosse ancora una periferica ottima anche per il competitivo. Una soluzione leggera con buone caratteristiche e un’autonomia rispettosa, oltre al design destrorso decisamente comodo. Dunque, un paragone con la nuova versione Steelseries Aerox 3 Gen 2 Wireless era inevitabile.
In queste pagine torniamo allora a parlare di questo brand che, come ha mostrato anche la recensione di SteelSeries Arctis Nova 5 Wireless, ha sempre fatto di essenzialità, funzionalità ed equilibrio i suoi cavalli da battaglia. Il mouse Aerox 3 di seconda generazione sembra seguire questo criterio mostrando ancora più ambizione…ma ci riesce a pieno?
Caratteristiche principali di Steelseries Aerox 3 Gen 2 Wireless
Le similitudini con il modello OG sono evidenti: il design ergonomico non varia, adottando le medesime dimensioni – 120(L) x 57-67(W) x 21-38 (H) – e raggiungendo anche lo stesso peso, pari a 68 grammi. Il produttore ha utilizzato ancora una volta plastica ABS inserendoci tre zone RGB e 6 pulsanti, e PTFE vergine per i piedini al fine di garantire una maggiore scorrevolezza. Tuttavia, la prima grande differenza è la presenza di plastica semi-trasparente. Il design honeycomb gioca ancora di più su quest’estetica, permettendo all’illuminazione interna di modificare l’aspetto del mouse e mostrando le parti interne senza paura. Certo, rende la periferica ancor più una trappola per la polvere e lo sporco, continuando però a metterla in evidenza.

Steelseries Aerox 3 Gen 2 Wireless adotta dunque switch meccanici proprietari con durata nominale di 80 milioni di clic, uniti al sensore ottico SteelSeries TrueMove. Qui è la vera novità: si parla di polling rate massimo di 4000 Hz / 0,25 ms anziché 1000 Hz / 1 ms, e 100–26.000 CPI al posto di 100–18.000. Vengono mantenuti i 400 IPS di velocità massima e 40G di accelerazione massima.
Altro aggiornamento riguarda l’autonomia: la batteria in dotazione ha un’autonomia dichiarata fino a 120 ore a 2,4 GHz (polling a 1K), 35 ore a 2,4 GHz (polling a 4K), e 200 ore in Bluetooth 5.0. Tutti i numeri sono indicati con RGB disattivato. Si tratta delle stesse cifre per la connessione Bluetooth, ma di 40 ore in più a 2,4 GHz a parità di frequenza di polling.
Design ed ergonomia
Il risultato è un feeling praticamente identico al predecessore. Le dimensioni offrono una presa comoda a prescindere che si adotti palm grip, claw grip, o fingertip grip. Per mani medio-grandi restano consigliati gli ultimi due approcci, mentre il primo resta la scelta sicura per le mani più piccole. I due tasti laterali sono comodi da raggiungere con il pollice e la posizione del tasto per la gestione dei DPI, considerando anche la sua piccolezza, è corretta per evitare pressioni accidentali.
La sensazione dei tasti è differente: ai lati si percepisce una maggiore resistenza rispetto al precedente, come se fossero più solidi. Invece, i due tasti principali nelle prime ore di uso scricchiolavano, specialmente quello sinistro. Superata la ventina di ore, il rumore preoccupante non s’è fatto più sentire. In compenso, la registrazione degli input è sempre avvenuta regolarmente.
Piccola nota negativa riguarda il peso. Non tanto per la scomodità o per fastidi durante l’uso e la presa, bensì per lo standard stabilito dalla concorrenza. Che si tratti di brand più economici, mainstream o premium, si è fatta notare negli anni la tendenza a ridurre ulteriormente il numero dei grammi. Steelseries Aerox 3 Gen 2 Wireless resta invece uguale, perdendo terreno su altri mouse leggeri che non adottano nemmeno il design honeycomb. È vero che ci pensano i modelli Sensei Pro e Rival Pro con i loro 54 grammi a compensare, ma parliamo di un prezzo superiore di ben 90 euro.

L’esperienza software: sempre il solito Steelseries GG
Steelseries GG continua a essere il software di riferimento per la gestione di tutte le periferiche del brand. Si utilizza per cambiare i toni RGB, i comandi associati ai tasti, le impostazioni dei DPI e, naturalmente, per aggiornare i driver. Ora si può anche modificare la lift-off distance del sensore, ovvero quanto spazio serve dal mousepad affinché la periferica smetta di tracciare il movimento. Ci sono anche uno sleep timer e una modalità a risparmio energetico, anche automatica, per risparmiare batteria in caso di inutilizzo.
Rispetto ad altri software è più leggero sul sistema, consumando meno risorse da CPU e RAM. È però anche un’applicazione riempita da informazioni “superflue” sul brand, come giveaway e notizie su nuove periferiche o funzionalità. Utili per chi apprezza molto il brand e vuole restare sempre in prima linea nella community, ma forse di troppo per chi desidera solo modificare due impostazioni in croce. Nonostante ciò, resta a oggi una delle app che preferisco nel panorama delle periferiche da gaming, proprio per la sua leggerezza sull’OS.
L’esperienza di gioco e produttività: aggiornamenti effettivamente utili
Veniamo al dunque, ovvero alle prestazioni nel gaming e nel quotidiano. Cominciando con la produttività, il giudizio resta tanto positivo quanto quello del predecessore. Steelseries Aerox 3 Gen 2 Wireless non esagera con i comandi a disposizione – ancora una volta avrei gradito i movimenti laterali della rotellina per due input extra -, ma rimane una periferica solida che non lascia mai scivolare via la mano.
Come già detto, attira troppo lo sporco e forse questo è l’aspetto più debole per chi vuole sempre una postazione pulita. Al netto di ciò, durante la navigazione e l’uso di più app non mostra intoppi o segni di cedimento. Il ricevitore wireless funziona sempre correttamente e l’autonomia è effettivamente superiore a quella del primo modello, rispettando le previsioni dei dati dichiarati. Bisogna sempre fare attenzione alla connessione Bluetooth, adatta alla produttività ma non al gaming competitivo a causa della sua latenza.

Più adeguato è l’uso a 2.4 GHz o cablato, che rivelano la potenza del nuovo sensore TrueMove. Il mouse gode di un upgrade buono per chi vuole sempre il massimo dal proprio mouse, soprattutto per quello che concerne il polling rate. Il salto da 1k a 4k hertz fa percepire una fluidità superiore del mouse, specialmente con i movimenti rapidi. Chiaro che per sfruttare al meglio questo aggiornamento è necessario avere un monitor con un refresh rate elevato.
Peccato che, anche sotto questi aspetti, sia facile individuare alternative con prezzi pari o inferiori e specifiche migliori per il gaming competitivo. Ecco che, pertanto, Steelseries Aerox 3 Gen 2 Wireless trova una posizione ambigua per cui è una periferica decisamente valida di per sé, con novità che lo rendono preferibile alla Gen 1 ma che non mantengono il passo di modelli rivali nello stesso price range.
IL VERDETTO FINALE
Un upgrade lieve che si fa notare, ma non totalmente alla pari con la concorrenza diretta.

