Le SteelSeries Arctis Nova 5 Wireless (edizione Black) rappresentano il punto di equilibrio della serie Arctis, posizionandosi tra le entry-level Arctis 3 e le più avanzate Arctis 7. Introducono inoltre funzioni mai viste prima in questa fascia di prezzo, nè troppo alta, nè troppo bassa, e un “inquietante” (in senso buono) pool di preset a disposizione degli utenti che vogliono personalizzare la propria esperienza uditiva in base al gioco che stanno ascoltando (e giocando). Le SteelSeries Arctis Nova 5 Wireless offrono oltre 300 preset audio, peraltro (stando a quelli che abbiamo potuto sperimentare, ovviamente non tutti) calibrati con effettiva valorizzazione annessa della singola esperienza, sempre nei limiti di un headset di “medio alto” lignaggio. Tuttavia, persino questo indubbio punto di forza ha limiti al momento importanti, che sto per raccontarvi insieme ai molti punti di forza hardware che rendono questo headset una scelta tutto sommato più che valida.
Unboxing e feel Premium
L’esperienza di unboxing delle Arctis Nova 5 si allinea immediatamente alla filosofia “eco-conscious” che SteelSeries ha adottato per la sua nuova generazione di prodotti. Il packaging è infatti privo di plastiche monouso e realizzato interamente in cartone riciclabile; comunica un approccio minimalista ma curato, dove ogni centimetro di spazio è ottimizzato per proteggere l’headset senza sprechi di materiali. Una volta estratte dalla confezione, la caratteristica che colpisce con maggior forza è l’estrema leggerezza: con un peso di soli 265 grammi, le Nova 5 si posizionano come uno dei modelli più piuma della categoria, una scelta ingegneristica precisa volta a minimizzare l’affaticamento del collo durante le maratone di gioco.
Nonostante l’impiego massiccio di plastica ABS, necessario proprio per raggiungere un simile traguardo di leggerezza, il feedback tattile non restituisce mai una sensazione di fragilità o di prodotto “cheap”. Al contrario, la finitura opaca applicata alla scocca risulta setosa al tatto e possiede l’indubbio pregio pratico di essere estremamente resistente alle impronte digitali e alle macchie di unto, mantenendo l’estetica dell’headset pulita anche dopo ore di utilizzo. La vera perla del design è però il nuovo dongle USB-C: la sua forma asimmetrica “ad ala” è una soluzione tecnica brillante che risolve il comune problema dell’ostruzione delle porte USB adiacenti su laptop o console, permettendo di collegare altri cavi o periferiche senza alcun conflitto di spazio.
Sebbene manchino gli inserti strutturali in acciaio o alluminio che caratterizzano le varianti premium della serie Nova Pro, la solidità costruttiva non sembra risentirne in modo preoccupante. L’archetto dimostra una flessibilità torsionale sorprendente, riuscendo a sopportare estensioni e torsioni pronunciate senza scricchiolii o segni di cedimento. Questa elasticità non solo garantisce una longevità superiore contro gli urti accidentali, ma contribuisce attivamente al comfort, permettendo alla struttura di adattarsi alla pressione laterale del viso senza mai risultare opprimente.
Buona ergonomia, ma l’isolamento acustico?
Il sistema ComfortMAX delle Arctis Nova 5 punta, insomma, molto sulla sostenibilità del comfort nel lungo periodo, sfruttando la sinergia tra la fascia elastica a sospensione e i padiglioni rotanti che si adattano alla morfologia del cranio. Il vero protagonista di questa configurazione è però forse il tessuto AirWeave dei cuscinetti, una soluzione mutuata dall’abbigliamento sportivo tecnico che permette un ricircolo d’aria costante intorno al padiglione auricolare. Questo materiale elimina quasi totalmente il fastidioso accumulo di calore e umidità tipico della pelle sintetica, l’alternativa classica in questa fascia di costo, rendendo le cuffie ideali per chi vive in climi caldi o tende a soffrire il surriscaldamento durante le sessioni più intense.
Tuttavia, è una scelta progettuale con pregi e difetti ben noti. Pur privilegiando la salute della pelle e la comodità fisica, il tessuto, rispetto alla pelle, introduce inevitabilmente criticità nell’ambito dell’isolamento acustico passivo. Poiché il tessuto AirWeave è intrinsecamente poroso non riesce a sigillare l’orecchio con la stessa efficacia di un materiale compatto, sia verso l’esterno, il che si traduce in una dispersione sonora udibile (chi ti siede accanto potrebbe percepire il volume della tua musica o i suoni di gioco se impostati a livelli medio-alti), che specularmente da fuori a dentro.
L’isolamento verso l’interno risulta infatti altrettanto permeabile e i rumori ambientali, come gli scatti di una tastiera meccanica, il ronzio del condizionatore o persino alcune conversazioni più concitate in sottofondo, non vengono bloccati ma filtrano attraverso la trama del cuscinetto. Questo rende le Nova 5 un headset meno adatto agli ambienti estremamente rumorosi dove si cerca una “bolla” di silenzio assoluto, ma anche, va detto per completezza, perfetto per chi preferisce mantenere un minimo di consapevolezza ambientale, senza rinunciare a una freschezza che i modelli in similpelle non possono ovviamente eguagliare.
300 e più preset
Questa sezione rappresenta il vero cuore tecnologico delle Arctis Nova 5, dato che mi permette di introdurvi alla “killer feature” delle cuffie; una feature che, di norma, è ad appannaggio (quando c’è) solo dei giocatori PC, mentre nelle Nova 5 è estesa a tutti anche su mobile. SteelSeries è infatti riuscita a trasporre la potenza del suo celebre software Sonar in un’app mobile dedicata, permettendo ai giocatori console su PS5 o Xbox e Mobile di uscire finalmente dal “recinto dell’audio standardizzato”. La possibilità di cambiare profilo sonoro istantaneamente dal telefono offre un vantaggio senza precedenti, grazie a numerosissimi preset creati da pro-player per titoli specifici come Call of Duty o Rainbow Six Siege. Ad esempio, attivando il profilo dedicato ai passi l’headset isola le medie frequenze necessarie per il “wallhack sonoro”, per poi permettere di tornare a un settaggio più cinematografico in pochi secondi. Stiamo parlando di oltre 300 preset studiati per i maggiori (e non solo) videogiochi, tutti ben calibrati e (non chiedetemi come, forse con un pizzico di suggestione?) in qualche modo realmente perfetti per ciascuno.
Tuttavia, questa flessibilità “precotta” incontra un limite strutturale piuttosto frustrante, che i più smanettoni soffriranno inevitabilmente: l’app mobile funge infatti solo da selettore di profili precaricati. Se desideri creare un’equalizzazione personalizzata da zero o modificare minuziosamente le curve di frequenza, sei costretto a collegare le cuffie a un PC e utilizzare il software desktop. Questa dipendenza spezza l’indipendenza promessa dall’app mobile, costringendo l’utente a un fastidioso “fai avanti e indietro” con il computer se i preset di fabbrica non soddisfano appieno le proprie esigenze.

Si tratta in realtà soprattutto di un danno anche per coloro che hanno scelto o vogliono scegliere le Nova 5 in quanto “dispositivo iper versatile” promesso come “definitivo” per chi gioca su più console e vuole usarlo pure su mobile nei momenti extra gaming. Per quanto riguarda l’ascolto musicale, infatti, oltre a non poter settare con precisione da telefono l’equalizzazione i preset proposti sono tanto inefficaci quanto sono perfetti quelli per il gaming. Forse anche perché il comportamento musicale dell’headset è altalenante e conferma la natura prettamente “gaming” del prodotto.
Le Nova 5 brillano nel comparto dei bassi, che risultano profondi, energici e capaci di dare corpo ai generi più ritmati senza distorcere eccessivamente. Non ci sorprende: sono proprio i bassi pronunciati a dar vita e vibrazione, corpo alla maggior parte dell’effettistica videoludica più coinvolgente. Al contrario, la resa dei medi e degli alti appare meno rifinita: i medi risultano talvolta leggermente arretrati, togliendo naturalezza alle voci, mentre gli alti possono mancare di quella brillantezza cristallina necessaria per cogliere i dettagli più fini delle tracce acustiche o orchestrali. In sintesi, pur offrendo un’esperienza d’ascolto godibile e superiore a molti concorrenti diretti, le Nova 5 mostrano il fianco quando si cerca una fedeltà audiofila, mantenendo un profilo sonoro più adatto all’esplosione di una granata che alla purezza di un assolo di violino.
Caratteristiche tecniche e conclusioni
Le specifiche riflettono un hardware ottimizzato per l’efficienza e la chiarezza vocale:
- Driver: Neodimio da 40mm ad alta fedeltà.
- Risposta in Frequenza:20–22.000Hz
- Microfono:ClearCast Gen 2.X bidirezionale, completamente retrattile, con supporto audio High-Bandwidth a 32 kHz.
- Autonomia: Fino a 60 ore (Bluetooth) / 50 ore 2,4 GHz.
- Connettività: Wireless 2,4 GHz (tramite dongle USB-C), Bluetooth 5.3.
- Ricarica: USB-C con Fast Charge 15 min = 6 ore di autonomia).
- Compatibilità:PC, PlayStation, Switch, Mobile e Xbox (la versione 5X è specifica per il supporto totale a Microsoft).
Le SteelSeries Arctis Nova 5 si collocano in una fascia di prezzo “mid-range” agguerrita (circa 130€ – 140€), dove la competizione è brutale e confrontando appunto con la concorrenza, ci sono diversi settori dove queste Arctis brillano. Con 60 ore di durata dichiarata, le Nova 5 superano nettamente molti concorrenti storici. E poi, il microfono (completamente retrattile) ClearCast 2.X a 32 kHz è una spanna sopra la media. Molti headset wireless comprimono pesantemente la voce facendola sembrare “nasale”. Le Nova 5 mantengono una larghezza di banda che le rende utilizzabili non solo per la chat di gioco, ma anche per call di lavoro o streaming leggero, superando la qualità microfonica delle Logitech G535 e delle Turtle Beach Stealth 600.
La companion app e la possibilità di accedere a oltre 300 preset, o di costruire i propri con grande precisione non è da sottovalutare, nonostante le limitazioni descritte più in alto, e la compatibilità totale con bluetooth e wireless di ottima qualità, con una connessione sempre perfetta e un fast switch affidabile “da un pulsante e via” sono la ciliegina sull’archetto di queste ottime cuffie.
A livello di funzionalità smart e autonomia, le Arctis Nova 5 sono probabilmente le migliori della loro categoria nel 2026 (per ora): però, se le prendi paghi più per l’intelligenza del software e la comodità, che per materiali costruttivi pregiati o “qualità audiofila” a tutto tondo. Se vuoi metallo e pelle, le HyperX Cloud III o le BlackShark V2 Pro danno una sensazione di solidità superiore, mentre come detto, i medi e gli alti sono sacrificati a favore dei bassi e dei preset da gaming. In questo caso, le Audeze Maxwell (molto più costose) o un paio di cuffie cablate qualsiasi nella stessa fascia di prezzo restano superiori. Però, se passi spesso dal PC alla PS5 o alla Switch, poi magari al telefono e vuoi fare tutto con un solo paio di cuffie con un’autonomia eccellente, la comodità del dongle USB-C e dei preset mobile non hanno rivali. I padiglioni sono morbidi e freschi, e i 265g sono un miracolo ergonomico; quasi non le senti in testa.
In definitiva, se il tuo obiettivo è scalare le classifiche competitive avendo sempre il profilo audio perfetto per ogni mappa, o se cerchi un compagno di gioco che non richieda di essere collegato alla ricarica ogni due giorni, le Arctis Nova 5 sono probabilmente l’acquisto più intelligente e tecnologicamente aggiornato che puoi fare oggi in questa fascia di prezzo. Un prodotto che sceglie la sostanza del software e l’ergonomia sopra ogni altra cosa.
IL VERDETTO
Cuffie comode, versatili e resistenti, con pochi compromessi.





