Ci sono giochi che arrivano alla Gamescom accompagnati da grandi promesse, sistemi complessi, mondi enormi e una quantità di parole difficili da ricordare. E poi ci sono giochi come Stuntman: Hollywood, che sembrano presentarsi semplicemente con un messaggio molto più diretto: vuoi distruggere qualcosa in modo spettacolare?
La risposta, nel nostro caso, è stata sì.
Il nuovo progetto dedicato al mondo degli stunt cinematografici ci ha permesso di provare una porzione di gioco sufficientemente ampia da comprenderne immediatamente la filosofia. Stuntman: Hollywood non sembra particolarmente interessato alla profondità, alla simulazione rigorosa o alla costruzione di un’esperienza che richieda ore per essere compresa. Vuole mettervi alla guida di un veicolo, lanciarvi contro qualcosa, far esplodere mezzo scenario e possibilmente concludere tutto con un salto improbabile attraverso una serie di ostacoli.
Ed è difficile chiedergli molto di più.
Hollywood può aspettare, noi dobbiamo distruggere qualcosa

La struttura della demo provata alla Gamescom era costruita attorno a una serie di sequenze nelle quali vestivamo i panni di uno stuntman impegnato nella realizzazione di alcune scene cinematografiche. Il concetto è semplice: bisogna rispettare determinate indicazioni, raggiungere gli obiettivi richiesti dalla scena e, soprattutto, cercare di rendere tutto il più spettacolare possibile. Detto così potrebbe sembrare quasi un’esperienza metodica. Non lo è.
Stuntman: Hollywood è un gioco che sembra dare il meglio di sé quando tutto comincia inevitabilmente ad andare storto. Una macchina parte nella direzione prevista, prende una curva troppo larga, colpisce qualcosa che non avrebbe dovuto colpire, viene sbalzata in aria e finisce per attraversare un pezzo di scenografia. Magari la scena era stata pensata in un altro modo, ma il risultato è probabilmente più divertente. Ed è proprio questa leggerezza a rappresentare il punto di forza della produzione. Il gameplay è immediato, comprensibile e volutamente accessibile, costruito attorno a situazioni che non richiedono particolare preparazione per essere godute. Si prende il controller, si capisce cosa bisogna fare e dopo pochi secondi si è già impegnati a cercare di trasformare un inseguimento automobilistico in un disastro assicurativo.
Un gioco tremendamente casinista, nel senso migliore possibile

La cosa più interessante della prova è stata probabilmente constatare quanto Stuntman: Hollywood sembri perfettamente consapevole di ciò che vuole essere. Non cerca di nascondere la propria natura dietro sistemi inutilmente complessi e non sembra voler convincere il giocatore di essere qualcosa di più importante. È un gioco cazzone, esagerato e rumoroso, costruito attorno al piacere immediato dell’azione spettacolare. E va benissimo così. Durante la demo ci siamo ritrovati più volte a ridere davanti a situazioni completamente assurde, incidenti improbabili e sequenze che probabilmente avrebbero fatto inorridire qualsiasi coordinatore di stunt professionista. Ma è esattamente questo il punto: Stuntman: Hollywood sembra funzionare perché riesce a trasformare il fallimento stesso in qualcosa di divertente.
Non sempre bisogna eseguire tutto alla perfezione per ottenere soddisfazione. A volte basta vedere un’automobile finire dove non dovrebbe essere, distruggere metà scenario e continuare miracolosamente la propria corsa. La prova ha fatto esattamente quello che doveva fare Naturalmente sarà necessario capire quanto questa formula riuscirà a sostenersi nel corso dell’intera esperienza. Il rischio, in produzioni costruite attorno a un concept così immediato, è sempre quello della ripetitività: ciò che diverte per trenta minuti potrebbe iniziare a perdere efficacia dopo diverse ore, soprattutto se il gioco non sarà in grado di introdurre situazioni sufficientemente varie.
Commento finale

Ma questa è una domanda alla quale la demo della Gamescom non poteva e non doveva rispondere.
Il suo compito era un altro: convincerci che Stuntman: Hollywood potesse essere divertente. Missione compiuta.
Non sappiamo ancora se ci troveremo davanti a una produzione capace di mantenere questa energia per tutta la sua durata, ma dopo averlo provato una cosa è certa: raramente abbiamo lasciato una postazione della Gamescom con un sorriso così stupido in faccia.
E, considerando quanti videogiochi cercano costantemente di essere importanti, enormi, profondi e imprescindibili, forse ogni tanto abbiamo semplicemente bisogno di qualcosa che ci faccia guidare un’auto contro un muro e ci dica che abbiamo fatto un ottimo lavoro.
Stuntman: Hollywood, almeno per il momento, sembra averlo capito benissimo. E francamente non vediamo l’ora di combinare altri disastri.

