CD Projekt RED ha appena sganciato una bomba: The Witcher 3: Wild Hunt, il colosso dei giochi di ruolo che ha ridefinito gli standard del genere nel 2015, riceverà una terza espansione. Si chiama Songs of the Past e arriverà nel corso del 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Un annuncio che sa di miracolo videoludico, considerando che stiamo parlando di un titolo che quest’anno compie dodici anni.
L’espansione riporterà i giocatori nei panni di Geralt di Rivia, lo strigo dai capelli bianchi diventato un’icona della cultura pop videoludica. Una nuova avventura attende il cacciatore di mostri più famoso della letteratura fantasy polacca, anche se per ora CD Projekt RED mantiene il massimo riserbo sui dettagli della trama. L’unica certezza è che dovremo aspettare la fine dell’estate 2026 per scoprire qualcosa di più concreto su questa misteriosa espansione.
Ciò che rende ancora più interessante questo progetto è la collaborazione tra CD Projekt Red e Fool’s Theory, studio composto da veterani dell’industria che hanno lavorato proprio sul Witcher 3 originale. Una scelta che non è casuale: affidare lo sviluppo congiunto a chi conosce intimamente il DNA di questo universo narrativo rappresenta una garanzia di continuità stilistica e qualitativa. Fool’s Theory porta con sé l’esperienza di chi ha già plasmato il Continente, le sue creature e i suoi personaggi indimenticabili.
With new content coming to the game, we also need to update our system requirements to ensure smooth performance and compatibility going forward. These requirements will become effective starting from the next update.
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— The Witcher (@thewitcher) May 27, 2026
The Witcher 3: Wild Hunt non è semplicemente un videogioco di successo: è un fenomeno culturale che ha superato la soglia dei 60 milioni di copie vendute dal lancio. Un numero che fa girare la testa e che colloca l’opera tra i giochi di ruolo più venduti della storia. La bacheca dei riconoscimenti parla da sola: oltre 250 premi come Gioco dell’Anno e più di 1.000 riconoscimenti complessivi dall’industria videoludica mondiale.
Le precedenti due espansioni, Hearts of Stone e Blood and Wine, avevano già dimostrato come CD Projekt Red sapesse gestire i contenuti aggiuntivi trasformandoli in vere e proprie avventure autonome, capaci di rivaleggiare con interi giochi standalone per profondità narrativa e qualità produttiva. Blood and Wine, in particolare, aveva offerto un finale perfetto alla saga di Geralt, regalandogli una vigna nelle terre di Toussaint dove finalmente ritirarsi. La domanda sorge spontanea: cosa potrà mai convincere lo strigo a riprendere le spade dopo un epilogo così definitivo.
Il focus sulle piattaforme di nuova generazione (PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC) suggerisce che Songs of the Past sfrutterà appieno le capacità tecniche moderne, probabilmente beneficiando degli upgrade grafici che The Witcher 3 ha ricevuto nella sua versione next-gen rilasciata nel 2022. Tempi di caricamento ridotti, grafica migliorata e prestazioni ottimizzate potrebbero trasformare questa nuova avventura in un’esperienza ancora più immersiva di quanto già non fosse l’originale.

Mentre attendiamo maggiori dettagli previsti per la tarda estate del 2026, una cosa è certa: il richiamo del Sentiero non si è ancora spento per Geralt di Rivia. E milioni di giocatori in tutto il mondo sono pronti a rispondere nuovamente alla chiamata, a inforcare Rutilia e a cavalcare ancora una volta attraverso le terre del Continente, spada d’argento alla mano e segni magici pronti per affrontare qualsiasi minaccia. Il vento del destino soffia ancora, e porta con sé canzoni del passato che aspettano solo di essere ascoltate.

