L’amore che i giocatori di tutto il mondo hanno riversato su Luca Galante e la sua poncle sin dal lancio di Vampire Survivors è difficile da descrivere. Non va visto però tra le righe di recensioni e post social: sin dall’ottobre 2022 dati hanno parlato, i content creator hanno goduto. Decine, centinaia, migliaia di ore divorate da un titolo così semplice e folle da cui poi è emerso un nuovo filone ludico. E dal quale, nel 2026, emergerà anche Vampire Crawlers.

Questo card battler roguelike proviene dalla fucina combinata di poncle e Nosebleed Interactive (Arcade Paradise) e si propone come spin-off effettivo di Vampire Survivors. In arrivo su PC e console, è stato disponibile durante la Steam Next Fest con una demo succosa, utile a comprendere l’essenza del progetto: un dungeon crawler quasi classico, che sembra andare ben oltre quanto definito dalla marea di giochi di carte dai connotati rogue visti a oggi. Una nuova, elettrizzante e assuefacente idea etichettata dal team “turbo wildcard”, pronta ad alzare il ritmo del genere usando una base tematica iconica e apparentemente intramontabile.

Combattimento a carte e magia con un boss di Vampire Crawlers

Casta con giudizio

In Vampire Survivors l’ondata di colpi è incessante. Effetti a schermo a profusione, iniettati endovena: l’espressione futurista digitale dell’importanza del ragionamento dietro la combinazione di armi attive ed effetti passivi. In Vampire Crawlers l’approccio è altrettanto ragionato, ma tendenzialmente più calmo e preciso. Se nell’opera originale di poncle la costruzione del kit è randomica fino a un certo punto, in questo spin-off la scelta delle azioni e della composizione del deck con le carte da castare è e deve essere meno impulsiva.

Il sistema di gioco, difatti, si basa sempre sulle combo per massimizzare i danni; tuttavia, non si applicano più contemporaneamente. Il corso d’azione richiede un calcolo del mana disponibile e di quello richiesto da ciascuna carta, dato che giocare queste ultime in ordine crescente moltiplica il danno. Pertanto, c’è molto giudizio nella struttura, sufficiente a portare quasi agli antipodi la formula rispetto a Vampire Survivors – almeno finché si scopre il gioco in ogni suo elemento, dalle carte disponibili ai personaggi.

Ogni livello, poi, consente di scegliere un determinato percorso da seguire per giungere alla sua conclusione e continuare a esplorare il dungeon. Si possono evitare i nemici in quanto statici, con la cognizione però della possibilità di perdere punti esperienza (ergo, preziose carte aggiuntive), forzieri, polli arrosto per recuperare vita e altro ancora. In altre parole, la mente è continuamente tarata con una strategia specifica.

Combattimento a carte in Vampire Crawlers in un dungeon libreria, con una vasta scelta di carte magiche

Il caos iconico di Vampire Crawlers

Proseguendo nella demo si scopre come l’arsenale di armi e bonus visti in Vampire Survivors sia stato riprogettato per Vampire Crawlers. Ad esempio, gli Spinaci diventano una carta che serve ad amplificare il danno di tutti gli attacchi successivi fino a fine battaglia, permettendo di gestire diversamente una combo in modo da aumentare il più possibile il danno complessivo.

Si ritrovano anche personaggi iconici come Antonio, Gennaro e Imelda Belpaese, o Arca Ladonna e Poe Ratcho. Ciascuno ha il suo set predefinito di carte in base all’arma, ma anche un effetto specifico attivabile pescando e giocando la carta. L’idea è proprio quella di preservare la lore di Survivors trasferendola con opportune modifiche, adattando (e magari in futuro espandendo) un ecosistema finora stabile nel suo successo. Una scelta naturale che mantiene la sua iconicità.

Questa demo offre già diverse ore di divertimento, amplificato dalla facilità con cui si avvia una partita dopo l’altra e dal desiderio di scoprire fino a che punto si spinge oggi il gioco. Eh sì, perché i contenuti già ci sono tra la difficoltà crescente dei livelli, i segreti da scoprire e tutto l’occorrente da sbloccare. Bisogna solo avere quell’attimino disponibile per giocarci. Una pausa caffè dal lavoro, un breve riposo dallo studio, non serve molto – attento a non cascarci male però!

Schermata con mappa e visualizzazione del mondo e del dungeon di Vampire Crawlers

Uno spin-off che può dare grandi soddisfazioni

Proprio come Survivors, Vampire Crawlers ha tutte le carte in regola (pun intended) per diventare un fenomeno esplosivo, pur essendo classificabile come l’ennesima iterazione dell’accoppiata “deckbuilder” e “roguelike”. L’evoluzione estetica evidenziata dalla realizzazione delle varie ambientazioni dà un tocco di freschezza all’altrimenti arcinoto set di sprite, texture, modelli e animazioni. Le meccaniche differenti, inevitabilmente, incuriosiscono, proprio perché c’è un effetto “già visto – inedito” che crea un piacere della scoperta. Nella sua semplicità, di cos’altro può avere bisogno?

Il titolo turbo wildcard uscirà nel 2026 in un periodo esatto ancora non precisato, ma già oggi risulta corposo, quindi è possibile che non ci siano tanti altri contenuti unici aggiuntivi oltre allo sblocco di personaggi, oggetti e la loro aggiunta futura. Chiaro, l’effetto sorpresa post-demo può sempre esserci, ma non intendo cimentarmi in previsioni. Esattamente come accaduto con Vampire Survivors, mi farò stupire e attrarre da Vampire Crawlers. E non vedo l’ora.

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Ex shoutcaster esport e giocatore semi-professionista di CS:GO e R6S, da diversi anni copywriter e editor tech/gaming. Ho scritto il libro "Il Nemico Comune" per Unicopli e mi occupo soprattutto di FPS, strategici e giochi indie, ma non dico mai di no ad altri generi. Ah, e se vuoi scoprire nuova musica chiedi pure, ho fin troppi consigli per te!