Ho un legame molto vivo con la musica. Ogni anno macino almeno 200 album per arricchire le mie playlist e scoprire nuovi generi, artisti, suoni, palcoscenici che posso considerare “casa”. Possono capitare dischi pessimi, o brani che possono cambiarmi la vita. Tutti insieme, però, creano un bagaglio sempre utile perché può generare o alimentare interazioni sociali, stabilendo connessioni che possono durare una vita. La musica parla direttamente al cuore, che è ciò che cerca di fare proprio Wax Heads.

Il team di Patattie Games è al debutto con questo gioco, la cui uscita è fissata al 5 maggio 2026. La demo che ho provato in anteprima durante la Steam Next Fest fa però capire che c’è già una certa maturità nel loro approccio al genere narrative-sim. Ha i suoi difetti, tecnici e non solo, ma mostra passione e affetto in un modo irresistibile.

Vetrina chiusa di un negozio di dischi in Wax Heads

Un’avventura cozy molto intima

Tutto ha inizio nel negozio di dischi Repeater Records, gestito dalla ex leader della popolarissima band Becoming Violet che, dopo diverse hit, tour e un film, si rompe a causa di diverbi tra lei e sua sorella, anch’essa parte del gruppo. Si vestono quindi i panni di una nuova dipendente alle prese con inventario, clienti e le storie dei lavoratori stessi. Un incipit da gestionale con ovvi intrighi legati alla storia dei personaggi, ciascuno con una sua identità ben definita.

La routine del lavoro consiste proprio nel definire le persone, ascoltarle e capire i loro bisogni. Nessuna di esse risulta generica, anonima. C’è autenticità in ogni centimetro del locale e parola pronunciata, il che ha un bell’impatto sin dalle prime battute. Nell’insieme, per quanto la demo possa essere corta, Wax Heads si introduce facendo assaporare tutta la sua struttura – o quasi, perché bisogna sempre considerare che alcuni contenuti sono ancora nascosti – senza stancare nemmeno un attimo nel suo loop effettivo.

Personalizzazione di un volantino con tanti sticker cartoon

Un gioco che va ancora accordato

Addolcire la minestra senza illustrare i punti deboli sarebbe però un atto disonesto, il che va contro lo spirito di Wax Heads fatto di ascolto e affetti. Dalla build condivisa per la demo traspare qualche meccanica non funzionante o poco impattante. In particolar modo, il minigioco dei volantini. Esso prevede la creazione di poster per eventi narrativi, semplice ma che sembra fine a sé stesso. Per capirlo ho provato a ripetere il minigioco per lo stesso personaggio, applicando più o meno decorazioni, uguali e diverse. In qualsiasi caso, il feedback ricevuto era positivo: dov’è quindi la sfida? Quali sono i requisiti effettivi del minigame?

La mia potrebbe essere pignoleria, in fondo, dato che il focus è un altro: le relazioni singolari create dalla passione per la musica. Eppure, Wax Heads si merita di non avere difetti, anche quelli più soggettivi, perché è simpatico e dolce in tutto il resto. Ma ciò potrebbe non essere abbastanza; ergo, è il momento di accordare questa chitarra per suonarla come si deve.

Due personaggi di Wax Heads parlano con il giocatore in un ufficio

Wax Heads è un atto d’amore verso l’essere umano

La musica è il pane quotidiano dell’anima e Wax Heads lo dimostra, facendo desiderare più socialità che mai. La colonna sonora è l’elemento più importante e, dai brani introdotti nella demo, risulta decisamente azzeccata. Si passa dal punk al pop, dal metal ai cori di chiesa. Tramite le note emesse dalle casse si intuisce l’essenza di una persona. A volte viene chiesto di giudicare in base all’apparenza; altrettante volte l’apparenza non ci penserà due volte a ingannare. Occhi e orecchie a un certo punto non bastano più: servono empatia, intuito, versatilità.

Disegni e animazioni rispecchiano tutte queste cose, diventando una vera e propria coccola con le linee morbide, i colori ben equilibrati e i contorni pop. Rappresentano al meglio le vibes positive che emette il gioco, rendendolo non solo cozy, cool, cute e punk, ma anche lovely. Tirando le somme: se come me siete malati di musica e ne capite l’importanza psicologica, tenetelo nei vostri radar perché potrebbe piacervi molto.

Condividi.

Ex shoutcaster esport e giocatore semi-professionista di CS:GO e R6S, da diversi anni copywriter e editor tech/gaming. Ho scritto il libro "Il Nemico Comune" per Unicopli e mi occupo soprattutto di FPS, strategici e giochi indie, ma non dico mai di no ad altri generi. Ah, e se vuoi scoprire nuova musica chiedi pure, ho fin troppi consigli per te!