Microsoft continua a rinnovare la divisione Xbox, dando forma alla riorganizzazione con l’ingresso di due nomi pesanti: Matthew Ball come Chief Strategy Officer e Scott Van Vliet come Chief Technology Officer. E si tratta di due aggiunte di peso.
Ball non è un dirigente qualunque pescato dal solito giro di poltrone tra Seattle e Los Angeles. È l’analista dietro al rapporto The State of Video Gaming, quel documento annuale che manager e investitori divorano come fosse il Vangelo del settore. E quest’anno, nelle sue pagine, Ball non aveva usato giri di parole: si era detto “abbastanza spaventato” dalla situazione delle console, strette nella morsa dei costi crescenti di memoria e storage. Chip sempre più cari, margini sempre più sottili, un’economia che non torna più come una volta.
Ora quel profeta di sventura siede al tavolo dove si decidono le strategie. Il suo primo compito sarà rafforzare proprio il lato console di Xbox, quello più sotto pressione. Non è un caso: la next-gen, con il nome in codice Project Helix già affidato a Jason Ronald, sta arrivando, e il contesto è radicalmente diverso rispetto ai tempi di Xbox 360 o anche di Xbox One. La DRAM costa, la NAND costa, e i consumatori non sono più disposti a pagare 600 euro per una scatola nera sotto la TV quando Netflix e il cloud promettono intrattenimento a costi irrisori.

Ball arriva da un percorso che mescola contenuti, tecnologia e finanza. Ha guidato strategia e pianificazione per Amazon Studios, ha scritto The Metaverse, bestseller internazionale del 2022 che tutti hanno citato e pochi hanno davvero capito. Oggi è CEO di Epyllion, venture partner in Makers Fund e senior advisor per il colosso finanziario KKR. In pratica, uno che sa leggere i numeri, prevedere i trend e non ha paura di dire quando l’imperatore è nudo.
Accanto a lui, Scott Van Vliet porta un bagaglio tecnico che spazia dal gaming all’infrastruttura cloud. Ha guidato Azure OpenAI e l’infrastruttura AI di Microsoft, ha tenuto in piedi Microsoft Teams durante il delirio pandemico quando mezzo mondo lavorava in pigiama. Ma le sue radici affondano nei videogiochi: ha lavorato su Alexa, Amazon Game Studios, Amazon App Store, e persino su Minecraft Fire TV Edition. Prima ancora, era VP of Digital Play in Mattel, gestendo licenze che andavano da Batman a Barbie, da Angry Birds a Fruit Ninja. Uno che sa cosa significa spedire prodotti, gestire team e non perdersi nelle discussioni teoriche.
Il suo ruolo sarà migliorare il modo in cui Xbox costruisce prodotti, accelerare i processi, ottenere risultati più solidi. Tradotto: meno riunioni, più esecuzione. Meno progetti che si perdono nel labirinto burocratico di Microsoft, più giochi e servizi che arrivano davvero sul mercato. Sharma, l’attuale CEO di Xbox, l’ha messa giù chiara in una mail interna: “Questi cambiamenti riguardano il rafforzamento delle nostre fondamenta, creando maggiore chiarezza e migliorando l’esecuzione”.

Non sono gli unici movimenti. Chris Schnakenberg è stato promosso a Corporate Vice President per Partnerships e Business Development. Veniva da Activision Blizzard, dove ha passato dodici anni in ruoli strategici e di relazione con i partner. Il suo focus sarà sulle terze parti, gli editori e gli sviluppatori che lavorano con Xbox. In un’epoca in cui l’esclusiva è morta e il Game Pass vive di accordi con publisher esterni, avere qualcuno che sappia parlare la lingua degli studi indipendenti e delle major è fondamentale.

