Il mercato delle console sta per cambiare radicalmente. Non si tratta delle solite promesse di performance sempre più elevate o di grafica fotorealistica: questa volta il cambiamento riguarda il portafoglio dei giocatori. Asha Sharma, CEO di Xbox, ha lanciato un messaggio chiaro durante un’intervista con Fortune Conversations: il modello di business tradizionale delle console sta raggiungendo il suo limite e l’industria deve reinventarsi.

Le parole della Sharma non lasciano spazio a interpretazioni ambigue. Quando le è stato chiesto quali possibilità vengono oggi considerate che cinque anni fa sarebbero state impensabili, la risposta è stata diretta: “È difficile dirlo perché non facevo parte del business all’epoca, ma continueremo a esplorare nuovi modelli di business.” Una dichiarazione che suona diplomatica solo in superficie, perché subito dopo arriva il punto cruciale del ragionamento.

Il problema, secondo la CEO di Xbox, è che l’industria ha raggiunto un punto di non ritorno. “Nel business delle console, non serve solo la console più premium e performante del mondo“, ha spiegato Sharma. La questione fondamentale è un’altra: “Siamo arrivati a un punto in cui è difficile immaginare che il pubblico di massa possa permettersi di spendere migliaia di dollari per una generazione di console.”

Asha Sharma
Asha Sharma, fonte: Microsoft

Non si tratta di una semplice osservazione di mercato, ma di una vera e propria ammissione che l’attuale modello economico delle console next-gen sta escludendo una fetta sempre più ampia di giocatori. Con prezzi che oscillano tra i 500 e i 700 euro per i modelli base e superano facilmente i 1000 euro per le versioni premium o bundle completi, la barriera d’ingresso continua a crescere.

La dichiarazione assume un significato ancora più rilevante se contestualizzata con i cambiamenti che Xbox ha attraversato negli ultimi mesi. L’azienda di Redmond ha infatti recentemente reintrodotto l’esclusività per alcune delle sue produzioni, dopo una fase in cui sembrava orientata verso una strategia completamente multipiattaforma. Una mossa che aveva generato discussioni accese nella community dei giocatori e che ora appare come parte di un ripensamento più ampio della strategia aziendale.

Sharma ha poi aggiunto che i giocatori potrebbero iniziare a vedere “modelli di business radicalmente diversi” che non ci aspettavamo iniziare a entrare in orbita più avanti quest’anno. L’espressione “più avanti quest’anno” suggerisce che i cambiamenti non sono una prospettiva lontana, ma qualcosa di imminente, probabilmente collegato agli annunci previsti per l’estate durante gli eventi di settore.

Ma cosa potrebbero significare concretamente questi “modelli di business radicalmente diversi”? Le possibilità sono molteplici. Si potrebbe trattare di console vendute sottocosto o addirittura gratuite, con un modello completamente basato su abbonamenti a lungo termine. Oppure di hardware modulare, dove il giocatore acquista una base economica e poi può decidere se e quando aggiornare componenti specifiche. O ancora di formule ibride che integrano servizi di cloud gaming, riducendo la necessità di hardware potente e costoso.

Il riferimento della Sharma al fatto che il pubblico di massa non può più permettersi console da migliaia di dollari risuona in modo particolare nel contesto economico attuale, caratterizzato da inflazione e incertezza. Il gaming rischia di diventare sempre meno accessibile, specialmente considerando che oltre al costo della console servono giochi, abbonamenti online e accessori.

Asha Sharma e Matt Booty di Xbox
Asha Sharma e Matt Booty di Xbox, fonte: Microsoft

Questa riflessione si inserisce in un quadro più ampio di trasformazioni che stanno interessando Xbox. La stessa Sharma ha recentemente rivelato che Game Pass riceverà offerte più flessibili durante l’estate. Un ulteriore segnale che l’intera filosofia di Xbox si sta spostando verso modelli più accessibili e personalizzabili.

Non è un caso che queste dichiarazioni arrivino mentre l’industria celebra traguardi storici: Xbox ha recentemente annunciato una Series X in edizione limitata per festeggiare il 25esimo anniversario del marchio durante l’Xbox Showcase. Un momento di celebrazione che però si accompagna a una riflessione profonda sul futuro.

La domanda che molti appassionati si pongono è se anche Sony e Nintendo seguiranno questa strada. Il mercato delle console è sempre stato caratterizzato da una certa uniformità di prezzi tra i principali competitor, con differenze minime tra PlayStation e Xbox. Se Microsoft dovesse davvero introdurre hardware significativamente più economico o modelli di business alternativi, la pressione competitiva costringerebbe probabilmente anche gli altri player a muoversi nella stessa direzione.

Il 2026 potrebbe rappresentare uno spartiacque nella storia delle console domestiche, un momento in cui l’industria abbandona definitivamente il paradigma della corsa alle prestazioni pure per abbracciare una filosofia più inclusiva. Resta da vedere se i “modelli radicalmente diversi” di cui parla Sharma saranno all’altezza delle aspettative e, soprattutto, se riusciranno davvero a rendere il gaming di qualità accessibile a milioni di persone.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.