Microsoft è finita nuovamente nel mirino dei suoi stessi sviluppatori dopo la pesantissima ondata di licenziamenti che a luglio ha investito Xbox e alcuni degli studi più importanti della galassia Bethesda. Questa volta a parlare è Chris Hays, Lead Services Programmer di id Software e veterano dello studio da circa 16 anni, che ha rivolto accuse durissime alla dirigenza dopo i tagli che avrebbero drasticamente ridimensionato il team responsabile di DOOM.
Nel corso di un’intervista concessa ad Andre Peschke di Auf ein Bier, Hays ha raccontato le conseguenze dei licenziamenti dall’interno, sostenendo che id Software non avrebbe più le risorse necessarie per realizzare produzioni AAA della stessa portata del passato.
“È difficile realizzare un gioco AAA, come quelli che abbiamo realizzato in passato, con metà del personale. E quando dico difficile, intendo impossibile”, ha spiegato lo sviluppatore, sottolineando come i tagli non abbiano riguardato soltanto singoli dipendenti, ma abbiano colpito competenze fondamentali per lo sviluppo.
Secondo Hays, infatti, “interi reparti” sarebbero stati praticamente svuotati e alcune professionalità sarebbero ormai assenti. Una situazione che renderebbe estremamente complicato immaginare id Software impegnata in futuro su progetti delle dimensioni degli ultimi DOOM. Lo sviluppatore ha inoltre contestato le rassicurazioni arrivate dopo i licenziamenti secondo cui lo studio sarebbe rimasto sostanzialmente quello di prima.

“Non siamo la stessa id. Siamo metà della stessa id”, ha dichiarato Hays, spiegando che l’identità dello studio non dipende semplicemente dal suo nome, ma dalle persone e dai rapporti costruiti nel corso degli anni.
Le parole più dure sono però arrivate parlando direttamente della gestione di Xbox. Secondo Hays, il problema sarebbe molto più profondo dei soli licenziamenti e riguarderebbe il modo stesso in cui Microsoft considera lo sviluppo dei videogiochi.
“Fondamentalmente non capiscono l’arte. Non capiscono i videogiochi. Non capiscono quel modello di business”, ha affermato lo sviluppatore.
Hays ha messo in discussione soprattutto la compatibilità tra la necessità di ottenere risultati finanziari trimestre dopo trimestre e i lunghi tempi necessari per realizzare un grande videogioco. Le esigenze di un’azienda che deve migliorare rapidamente i propri risultati economici, secondo lo sviluppatore, non coinciderebbero necessariamente con quelle necessarie per creare un titolo di successo.
Il programmatore ha parlato anche della comunicazione interna successiva ai tagli. A suo dire, alla leadership dello studio sarebbero state fornite indicazioni precise su ciò che poteva essere comunicato ai dipendenti, con l’obiettivo soprattutto di evitare un’ulteriore fuga di personale.
“Non vogliono che altra gente abbandoni la nave dicendo: ‘Oh, non c’è più futuro in id, quindi ce ne andiamo tutti’, per poi ritrovarsi senza più nessuno”, ha raccontato Hays.
La preoccupazione principale riguarda adesso ciò che id Software sarà effettivamente in grado di sviluppare. Secondo il programmatore, lo studio avrebbe oggi meno personale di quello impiegato nella realizzazione di DOOM del 2016, nonostante nel frattempo la complessità e i costi delle produzioni AAA siano aumentati considerevolmente.
Le dichiarazioni di Hays entrano però in contrasto con quanto sostenuto pubblicamente da Hugo Martin. Il director di DOOM: The Dark Ages aveva infatti cercato di tranquillizzare i fan dopo i licenziamenti, affermando che id Software avrebbe ancora dimensioni paragonabili a quelle del team che realizzò DOOM nel 2016 e assicurando che id Tech sarebbe ancora pienamente operativo.
Hays offre una lettura decisamente differente. A suo giudizio, con la forza lavoro attuale lo studio potrebbe avere risorse sufficienti per sviluppare un singolo gioco prevalentemente single player dalle dimensioni più vicine alle produzioni dell’era Xbox 360, ma difficilmente qualcosa di paragonabile ai giganteschi AAA moderni realizzati negli ultimi anni.
I timori sul futuro dello studio non nascono comunque oggi. Già dopo i licenziamenti di luglio erano emerse testimonianze secondo cui circa 136 lavoratori sarebbero stati allontanati da id Software, mentre altri sviluppatori avevano espresso pubblicamente forti dubbi sulla capacità del team di continuare a operare esattamente come prima.

La situazione assume un peso ancora maggiore considerando il ruolo storico di id Software. Lo studio non è soltanto il creatore di saghe come DOOM e Quake, ma continua anche a sviluppare id Tech, tecnologia utilizzata negli anni da altri team appartenenti alla galassia Bethesda.
Hays, che lavora presso id Software dal 2010 e ha contribuito nel corso della sua carriera a titoli come Rage, DOOM, DOOM Eternal e Fallout 76, aveva già manifestato preoccupazioni per la direzione intrapresa da Microsoft. La chiusura di Tango Gameworks e i precedenti licenziamenti all’interno degli studi Xbox erano stati, secondo lo stesso sviluppatore, tra i fattori che avevano accelerato il processo di sindacalizzazione di id Software.
Adesso, però, il tono è molto più duro. Per uno degli sviluppatori veterani di DOOM, il problema non sarebbe soltanto che Microsoft ha licenziato troppe persone: Xbox non comprenderebbe fino in fondo ciò che serve per creare videogiochi. E dopo il drastico ridimensionamento dello studio, resta da capire quale possa essere davvero il futuro di DOOM e di id Software.

