Il terremoto negli Xbox Game Studios si fa sempre più concreto. Secondo un report di Bloomberg firmato dal veterano del giornalismo videoludico Jason Schreier, diversi studi di proprietà Microsoft sarebbero entrati in trattativa con la casa di Redmond per evitare la chiusura. Tra i nomi coinvolti figurano alcune delle realtà più prestigiose e amate dell’ecosistema Xbox: Compulsion Games, autori del recente South of Midnight, Double Fine, lo studio visionario dietro Psychonauts e Grim Fandango, e Ninja Theory, i creatori della saga di Senua con Hellblade 2 e il prossimo capitolo annunciato appena poche settimane fa.
La situazione è fluida e carica di incertezza. In un post pubblicato su BlueSky, Schreier ha precisato che questi tre studi non sono gli unici a rischio chiusura all’interno della galassia Xbox, sottolineando come ci sia ancora molta confusione attorno ai piani definitivi della compagnia. L’impressione è quella di un’organizzazione in piena fase di ristrutturazione, dove le decisioni vengono prese e riviste in corso d’opera, lasciando sviluppatori e dipendenti in un limbo professionale ed emotivo.
Le trattative in corso rappresentano uno spiraglio di speranza, ma anche un’ammissione implicita della gravità della crisi. Secondo le fonti citate da Bloomberg, gli studi coinvolti avrebbero la possibilità di ricomprarsi da Xbox e tornare indipendenti, una soluzione che permetterebbe di salvare almeno in parte l’eredità creativa e il nome dei team. Tuttavia, anche in questo scenario ottimistico, molti dipendenti rischierebbero comunque di perdere il lavoro: la separazione consensuale non garantisce la sopravvivenza di tutti i posti, specialmente considerando che questi studi dovrebbero poi trovare nuovi publisher o fonti di finanziamento per i progetti futuri.
Bloomberg: Several Xbox studios are negotiating with Microsoft to spin-off to avoid closure
🟢 Compulsion Games
🟢 Double Fine
🟢 Ninja Theory“As are several other studios across the portfolio that are at risk of being shuttered”
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— Hunter 🎮 (@NextGenPlayer) June 15, 2026
Alcuni team sarebbero già stati informati della situazione e avrebbero ricevuto il permesso di cercare nuove opportunità lavorative, un segnale che lascia intendere come la dirigenza di Microsoft stia preparando il terreno per scenari multipli. Lo status di questi studi resta però in evoluzione: nulla è ancora definitivo, ma la direzione di marcia appare tracciata.
Compulsion Games è stato tra i primi nomi a finire sotto i riflettori. Un precedente report di Kotaku aveva già segnalato come lo studio canadese, fondato nel 2009 da Guillaume Provost dopo la sua esperienza in Arkane Studios, fosse in procinto di essere chiuso da Microsoft. Il team, acquisito dalla casa di Redmond nel 2018 durante lo sviluppo di We Happy Few, aveva da poco pubblicato South of Midnight, un action-adventure dalle atmosfere folk ambientato nel profondo sud degli Stati Uniti, arrivato su Xbox Series X/S e successivamente anche su PlayStation 5 e Nintendo Switch 2. La pagina LinkedIn dello studio indica un organico di circa 90 persone, ma fonti interne parlano di un numero più elevato. Recentemente, Compulsion aveva pubblicato annunci di lavoro per ruoli chiave come Lead Gameplay Programmer ed Engineer Programmer, in vista di una nuova proprietà intellettuale in sviluppo.
Double Fine rappresenta un caso ancora più emblematico. Lo studio fondato da Tim Schafer è un’istituzione nel mondo del videogioco indipendente e creativo, con un curriculum che spazia da classici come Grim Fandango e Day of the Tentacle fino ai più recenti Psychonauts 2, Kiln e Keeper. Vedere un team di questo calibro rischiare la chiusura solleva interrogativi profondi sulla strategia di Microsoft e sulla sostenibilità del modello attuale degli Xbox Game Studios.
Ninja Theory è forse il caso più paradossale. Lo studio britannico ha pubblicato Senua’s Saga: Hellblade 2 nel 2024, un titolo tecnicamente ambizioso e narrativamente maturo che ha diviso la critica ma ha dimostrato la capacità dello studio di creare esperienze autoriali. Poche settimane fa, durante l’Xbox Games Showcase, è stato presentato Senua, il terzo capitolo della saga, con tanto di trailer e periodo di uscita indicativo. Come si concilia l’annuncio di un nuovo progetto con le voci di una possibile chiusura o separazione? La risposta sta probabilmente nella strategia di riorganizzazione voluta dalla CEO di Xbox, Asha Sharma.

In un’email interna divenuta pubblica, Sharma ha parlato di un vero e proprio reset della divisione Xbox. Il messaggio è stato chiaro: gli Xbox Studios si sono espansi oltre misura, disperdendo risorse nel tentativo di sostenere contemporaneamente strategie legate ad abbonamenti (Game Pass), cloud gaming e dispositivi hardware. I margini di profitto sarebbero insoddisfacenti e la frammentazione organizzativa avrebbe impedito di concentrare gli sforzi su progetti davvero strategici. Il risultato è una divisione che ha molti studi ma poche certezze, molti giochi in sviluppo ma poca chiarezza su quali siano quelli destinati a fare la differenza.
Matt Booty, vicepresidente esecutivo e chief content officer di Xbox, ha ribadito questi concetti sottolineando come la crescita incontrollata della rete degli Xbox Game Studios abbia creato inefficienze strutturali. Il reset di cui si parla non è solo una riorganizzazione gerarchica, ma un ripensamento radicale del modello di business e della filosofia produttiva. In questo contesto, studi che hanno appena pubblicato un gioco o che stanno lavorando a nuove IP potrebbero non essere considerati sufficientemente strategici o redditizi.
La vicenda si inserisce in un momento delicato per l’industria videoludica nel suo complesso. Negli ultimi anni, l’ondata di acquisizioni da parte dei grandi player come Microsoft, Sony e Tencent aveva fatto sperare in una maggiore stabilità per gli studi di sviluppo, che avrebbero potuto contare su risorse economiche solide e su tempistiche meno frenetiche. La realtà si sta rivelando più complessa: le acquisizioni non sono una garanzia di sopravvivenza, e anzi possono trasformarsi in un’arma a doppio taglio quando la casa madre decide di razionalizzare il proprio portafoglio.

Il destino di Compulsion Games, Double Fine e Ninja Theory è ancora in bilico. Le trattative potrebbero portare a una separazione consensuale che permetta a questi studi di tornare indipendenti, salvando almeno in parte il patrimonio creativo e il know-how accumulato negli anni. Oppure potrebbero sfociare in chiusure definitive, con conseguente dispersione di talenti e cancellazione di progetti in fase embrionale. Gli sviluppatori osservano, i giocatori trattengono il fiato, Microsoft valuta i margini. In questo grande gioco di equilibrismi finanziari e creativi, a rimetterci sono sempre le stesse persone: quelle che i videogiochi li fanno davvero, con passione e dedizione, e che ora si trovano a dover cercare un nuovo posto dove continuare a farlo.

