I videogiochi tripla A sono diventati cattedrali digitali che richiedono anni, a volte decenni, per essere completate. Skyrim ha compiuto 15 anni e del suo seguito conosciamo poco più di un teaser nebuloso. Fallout 4 è uscito nel 2015, un’eternità fa per gli standard dell’intrattenimento moderno. E mentre i fan attendono con pazienza snervante, nei corridoi di Microsoft qualcuno ha deciso che è arrivato il momento di cambiare passo.

Secondo un report di The Information, Xbox starebbe preparando una strategia per accelerare drasticamente lo sviluppo delle sue franchise più iconiche. Al centro del piano ci sono tre nomi che fanno battere il cuore di milioni di giocatori: Halo, Fallout e The Elder Scrolls. La CEO di Xbox, Asha Sharma, avrebbe ottenuto il via libera dal CEO di Microsoft Satya Nadella e dalla CFO Amy Hood per aumentare significativamente gli investimenti su questi titoli, anche se il budget preciso deve ancora essere definito.

L’obiettivo è chiaro: ridurre i tempi biblici che attualmente separano un capitolo dall’altro di queste saghe. E francamente, era ora. Sono passati 11 anni dall’uscita di Fallout 4, il che significa che un ragazzino che lo ha giocato al lancio potrebbe essere oggi all’università, ancora in attesa di un vero sequel. The Elder Scrolls 6 è stato annunciato nel 2018 con un trailer che mostrava praticamente nulla, e da allora il silenzio è stato assordante. Non conosciamo nemmeno il titolo definitivo del gioco, figuriamoci una finestra di lancio credibile.

The Elder Scrolls 6
The Elder Scrolls 6, fonte: Bethesda

La situazione di Halo è leggermente diversa ma non meno problematica. Halo Infinite è arrivato nel 2021 tra grandi aspettative, ma non ha rappresentato quel momento di svolta generazionale che tutti speravano. La serie, un tempo simbolo indiscusso di Xbox, ha perso parte del suo smalto. Attualmente 343 Industries sta lavorando a un remake del primo capitolo, operazione nostalgia che difficilmente potrà riportare il franchise ai fasti di un tempo senza un’iniezione massiccia di innovazione.

Il problema di fondo è sistemico. I videogiochi moderni hanno raggiunto una complessità produttiva paragonabile a quella dei film di Hollywood, ma con cicli di sviluppo ancora più lunghi. Un film blockbuster richiede 2-3 anni dalla pre-produzione alla sala; un videogioco tripla A può divorare facilmente 5-7 anni di sviluppo, a volte di più. Bethesda, lo studio dietro Fallout e The Elder Scrolls, è notoriamente meticolosa nel suo approccio, privilegiando la qualità alla velocità. Una filosofia ammirevole, ma che comporta attese snervanti.

Microsoft si trova ora a bilanciare due esigenze apparentemente inconciliabili: mantenere gli standard qualitativi che hanno reso leggendarie queste serie, e al contempo accorciare i tempi per tenere vivo l’interesse del pubblico e, non ultimo, generare profitti più rapidamente. Come intenda raggiungere questo equilibrio non è ancora chiaro. Più risorse potrebbero significare team di sviluppo più ampi, tecnologie di produzione più efficienti, o forse un approccio diverso alla pianificazione dei progetti, magari sviluppando più titoli in parallelo.

Logo Xbox
Logo Xbox, fonte: Microsoft

C’è anche da considerare l’aspetto commerciale. Xbox ha investito miliardi nell’acquisizione di Bethesda e Activision Blizzard. Investimenti di questa portata richiedono ritorni concreti, e non tra vent’anni. Il Game Pass, il servizio in abbonamento di Microsoft, necessita di titoli di punta per mantenere e accrescere la base di utenti. Avere nuovi capitoli di Fallout o Elder Scrolls come esclusive temporali o permanenti rappresenterebbe un vantaggio competitivo enorme.

Resta da vedere se questa spinta all’accelerazione si tradurrà in giochi migliori o semplicemente più frequenti. La storia del settore è piena di esempi di sviluppi affrettati che hanno prodotto risultati deludenti. I fan di queste serie sono appassionati ma esigenti, e difficilmente perdoneranno compromessi sulla qualità in nome della velocità. Microsoft dovrà camminare su un filo sottilissimo, dimostrando che più veloce non significa necessariamente peggiore.

Nel frattempo, l’industria osserva con attenzione. Se Xbox riuscirà davvero a ridurre i tempi di sviluppo senza sacrificare la qualità, potrebbe stabilire un nuovo standard per l’intero settore. Oppure potrebbe imparare, a sue spese, che certe cose semplicemente richiedono il tempo che richiedono. La risposta arriverà nei prossimi anni, quando vedremo finalmente se questa strategia porterà nuovi capitoli delle nostre saghe preferite, o solo nuove delusioni.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.