Altro anno, altra sequenza di titoli ambientati nell’universo di Warhammer 40K. Mentre continua l’attesa spasmodica per gli strategici Dawn of War IV e Total War Warhammer 40,000, per il più casual Warhammer Survivors e per il più immersivo Dark Heresy, il team di Bulwark Studios lancia su PC, PS5 e Xbox Series X|S Warhammer 40,000: Mechanicus II.

A otto anni dal precedente titolo strategico dedicato alla lotta tra Adeptus Mechanicus e Necron, gli sviluppatori di IXION tornano alla carica combinando nuovamente la tattica a turni con questo universo dove la battaglia contro gli xenos è un mantra. Come al solito l’ambientazione mantiene il suo fascino, solcando il tratto percorso dal predecessore, ma sull’esecuzione generale ci sono dei dilemmi.

La lore di W40K è sempre potente, ma…

Il sequel dell’esperienza uscita nel 2018 cerca di fare le cose in grande, almeno un po’. Bulwark Studios ha tra le mani una doppia storia, grande novità rispetto al primo capitolo. Da un lato si ritorna a vestire i panni dell’Adeptus Mechanicus con l’obiettivo di consolidare il potere sul pianeta Hekateus IV. Dall’altro, invece, si gioca con la dinastia Sankhotep, Necron che avvertono l’invasione dei fanatici e intendono rispondere riprendendosi il pianeta. Potendo giocare entrambe le fazioni in questa duplice campagna della durata superiore alle 30 ore, si può gustare in maniera differente l’impostazione sia nel racconto, sia nel gameplay. Un twist interessante se si considera che i Necron non sono mai risultati giocabili in altri titoli di W40K al di fuori di Dawn of War.

Il pregio della formula di Warhammer 40,000: Mechanicus II è la presentazione di questo universo oscuro, poderoso e ammaliante nella sua crudeltà. La descrizione del Grim Dark è opera di Ben Counter, autore per la Black Library sin dai primi Duemila, e si sente. L’impatto della sua penna nella doppia proposta ludica porta a una coerenza efficace che rende inevitabile l’immersione completa in Hekateus IV e nella battaglia che coinvolge Adeptus Mechanicus e Necron.

Peccato però per la qualità complessiva della narrazione, vittima di una presentazione lacunosa e imperfetta soprattutto per gli xeno scheletrici senza anima, spesso rappresentati con un generico piattume – un po’ di anima in fondo sarebbe servita. Le sequenze animate sono ben fatte, tendenzialmente; peccato per quelle più goffe e senza cura, però, sassate pesanti che deludono le aspettative soprattutto dopo un buon inizio.

Leader personalizzato in Warhammer 40,000: Mechanicus II

Il gameplay: controllato e pulito, anche troppo

L’incertezza si estende avvolgendo il gameplay, diversificato adeguatamente per rendere le due campagne distinguibili. Un dettaglio in comune c’è: non si vuole la casualità. Il team di Bulwark Studios ha congegnato un sistema per cui ogni tiro va a segno. Senza RNG il combattimento si fa molto più tattico e aggressivo, rendendo ogni skirmish un lavoro certosino di gestione delle singole unità.

Warhammer 40,000: Mechanicus II verte attorno una sequenza controllata dunque, ma anche asimmetrica. Infatti, ogni turno si posizionano le unità e si segue l’azione con un vantaggio: sappiamo l’ordine di azione del nemico, con la possibilità di scegliere quale nostra unità muovere per prima. Come negli scacchi, nell’apertura c’è un vantaggio: dettare il ritmo della battaglia.

Veniamo dunque agli elementi centrali di Adeptus Mechanicus e Necron. Le lotte condotte con i primi prevedono una composizione iniziale casuale, con sblocco delle unità tramite il Sacrario della Conoscenza. La risorsa strategica nota come Requisition serve proprio a capire quali unità si possono scegliere a inizio missione e a che grado. Poi ci sono i Punti Cognizione, necessari al fine di attivare skill del Lord o potenziare le truppe. I Necron invece dispongono di Punti Dominazione per un potenziamento lento che scala, segnando un ritmo che esplode dopo una serie di turni. Dopo ogni skirmish i punti si azzerano, almeno fino a quando non si supera un certo punto della campagna, sbloccando meccanismi di preservazione.

Attenzione anche ai Leader, cinque unità per fazione con abilità, perk e sembianze tutte singolari. Questo dettaglio permette di creare la propria strategia ideale sulla base della figura selezionata, anche in base a come viene potenziata.

Mondo di Warhammer 40,000: Mechanicus II

Warhammer 40,000: Mechanicus II non è casuale, tranne nei bug

Il risultato finale è un’essenza tattica tutto sommato profonda e ben progettata, ma non per questo immacolata. Sul lungo termine perde smalto a causa di missioni ripetitive, eventi testuali identici e una difficoltà non proprio ben pensata. Nell’insieme è facile percepire la solidità: è molto facile da imparare e da giocare, e riesce a divertire per molto tempo. Anche perché il senso di scala di questa grande battaglia tra Adeptus Mechanicus e Necron è sempre presente e gasa non poco.

Tuttavia, pure nella mia impostazione con processore AMD Ryzen 7 9700X, scheda video AMD Radeon RX 7800XT e 32 GB di RAM DDR5 in 2K ho potuto notare qualche calo di fluidità e incertezza nelle battaglie con molte unità. Non mi ha convinto nemmeno l’assenza di musica durante certi combattimenti, elemento che toglie molta immersione. Sempre trattando il comparto audio, ho avuto qualche anomalia con il volume degli effetti sonori. In aggiunta, dopo il lancio ci sono già parecchie segnalazioni di soft-lock che consigliano il salvataggio manuale prima di ogni missione. I fix stanno arrivando, ma allo stato attuale i problemi sono parecchi.

Detto ciò, mi sento di consigliare Warhammer 40,000: Mechanicus II solo a chi non ha mai abbastanza giochi di W40K da provare e vuole estrapolare ogni elemento possibile dalla lore per non perdersi un dettaglio delle fazioni coinvolte…ma con un attimo di attesa. Allo stato attuale potrebbero esserci delle delusioni dietro l’angolo alla luce dei problemi tecnici e, infine, del divertimento sul lungo termine. Con le giuste modifiche, può assumere un valore decisamente superiore.

Combattimento Adeptus Mechanicus in Warhammer 40,000: Mechanicus II

IL VERDETTO FINALE

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Gioco tattico convincente, ma con diverse macchie

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Ex shoutcaster esport e giocatore semi-professionista di CS:GO e R6S, da diversi anni copywriter e editor tech/gaming. Ho scritto il libro "Il Nemico Comune" per Unicopli e mi occupo soprattutto di FPS, strategici e giochi indie, ma non dico mai di no ad altri generi. Ah, e se vuoi scoprire nuova musica chiedi pure, ho fin troppi consigli per te!