E se potessimo capire il linguaggio degli animali, facendo semplicemente “un salto” nelle loro menti? Jumpers: Un salto tra gli animali (titolo originale Hoppers) del regista Daniel Chong risponde in maniera egregia – e soprattutto divertente – alla domanda. Il nuovo film della Disney Pixar non vuole solo trasmettere un messaggio importante nei confronti dei nostri amici animali e dell’ambiente, ma anche promuovere come l’ascolto possa aiutare a comprendere l’altro e noi stessi.

Un sontuoso evento di lancio al Cinema Moderno di Roma

La cornice dell’evento di anteprima cui abbiamo partecipato era di quelle d’eccezione, essendo la prima proiezione italiana del film. Con noi in sala a Roma, presso il The Space Cinema Moderno erano infatti presenti anche i principali doppiatori italiani della pellicola, tra cui Giorgio Panariello (Re George) e un’ineccepibile Tecla Insolia (Mable): per quanto entrambi non professionisti del doppiaggio, il loro background di attori sotto la guida attenta e rigorosa di Massimiliano Manfredi, il direttore del doppiaggio, ha permesso alla coppia di esprimersi con una performance azzeccatissima e molto riuscita.

Siamo anche stati felici di ascoltare qualche parola dalla viva voce del regista del film Daniel Chong, intervenuto all’anteprima e visibilmente soddisfatto del lavoro svolto, sia parlando di adattamento nostrano che, ovviamente, pensando al film in sé e per sé. Ha ribadito l’importanza del messaggio ambientalista della pellicola, che come stiamo per dirvi non è mai fuori luogo né forzato: è parte integrante della narrazione, portante per comprendere la psicologia dei personaggi ed espresso in termini mai banali o scontati.

Ci sono momenti di fragorosa intensità durante i quali esplode prorompente, altri dove è un sottofondo leggero, un sibilo sottile, ma è sempre chiaro ed evidente: Jumpers vuole che, uscendo dalla sala, gli osservatori grandi e piccini abbiano di che riflettere ogni volta che pensano al nostro meraviglioso pianeta, e a come dovremmo trattarlo con maggior riguardo e condividerlo con chi lo abitava prima di noi, e se lo godrà ancora per molto quando ce ne saremo andati: gli animali.

“Quindi è come Avatar, ma coi castori?”

I castori sono i protagonisti del nuovo lungometraggio Pixar

Il film, 30esimo lungometraggio cinematografico della Pixar che compie quest’anno 40 anni, narra la storia di Mabel: una ragazza amante della natura e degli animali e un tantino irascibile, che farà di tutto pur di proteggere la foresta e lo stagno dall’espansione della città. Cresciuta quindi con un forte senso di responsabilità nei confronti della natura, in seguito a un’infanzia spensierata trascorsa con la nonna proprio sulle sponde dello stagno, Mabel si troverà ad affrontare il sindaco Jerry con il suo progetto della tangenziale cittadina: dovrà “semplicemente” far ritornare gli animali, dei castori in particolare, nella radura, che diventerebbe così un luogo protetto e inattaccabile. Nonostante vari tentativi andati in fumo, la ragazza non si arrende: scopre, quasi per caso, che un gruppo di scienziati della sua università hanno sviluppato una tecnologia che permette di far “saltare” la coscienza umana in robot-animali molto realistici.

Grazie a questa formidabile scoperta, Mabel riesce ad introdursi nel regno animale “indossando” la pelliccia di un castoro sintetico, imparando molto su di loro e soprattutto sui suoi simili costruttori di dighe… limando nel frattempo gli spigoli del suo carattere fumantino. La comunicazione e l’ascolto sono solo due delle chiavi di lettura fondamentali che il regista Chong ha voluto trasmettere agli spettatori in tal senso. Di fatto, ha proiettato sulla pellicola le principali e tipiche incomprensioni comunicative e linguistiche: dall’incomunicabilità tra diverse lingue, alla confusione che a volte si genera nel trasmettere il proprio messaggio, fino alla “sovra comunicazione”.

La fiducia e le responsabilità che comporta, insieme ai benefici, sono altri temi che stanno molto a cuore a Chong, in quanto è anche grazie a questo valore corrisposto che può avvenire una comunicazione più profonda tra esseri viventi (anche tra uomo e animale). Una fiducia che a volte può arrivare a creparsi, come una diga, ma che, come il film ci insegna, può essere recuperata ascoltandosi in maniera sincera e priva di rancore e pregiudizi. A volte, persino stando in silenzio: parlando con gli sguardi e il cuore.

Un messaggio indimenticabile

L’attore Giorgio Panariello presta la sua voce ad uno dei protagonisti

Il film è l’ennesima dimostrazione di forza della Pixar, che quando è alle prese con un tema importante e un’idea originale tira fuori il meglio di sé. Tecnicamente ineccepibile, tanto ricco di personaggi tutti diversi e ben caratterizzati, quanto capace di dare a ciascuno il giusto spazio nell’intreccio: semplice, ma che non risparmia qualche colpo di scena ben assestato e non sempre prevedibile. Il design di umani, animali e soprattutto delle ambientazioni mozza il fiato, sia quando è volutamente “caricaturale” e pensato per far ridere, sia quando decide che lo spettatore deve commuoversi e fidatevi: riesce nell’intento senza sforzi in entrambi i casi.

Se vi lascerete travolgere dalla tenerezza dei personaggi animali, se aprirete il cuore al grido di Mable, è probabile che dopo il film guarderete negli occhi i nostri coinquilini animali con uno sguardo diverso, e una speranza: non essere più soli, o isolati, nell’importantissima missione di condivisione dei valori inviolabili e fondamentali del rispetto e della cura del mondo naturale. Anche se è già troppo tardi, per certi versi, ricordatevi che “viviamo tutti sotto lo stesso cielo”. E che non bisogna mai smettere di combattere per i propri ideali, per un mondo migliore, o anche solo… per uno stagno e una radura in più.

In conclusione

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E comunque, siano pelosetti, squamati, chitinosi; volanti, natanti o terrestri: i nostri compagni di vita sono molto più aperti di noi alla condivisione degli spazi che il mondo ha abbellito con tanta cura per tutti. Impegnamoci sempre, riflettiamo di più e cerchiamo tutti di fare il possibile per loro, anche perché alla fine torna tutto indietro anche a noi. Fosse anche solo iniziando a ragionare di più sul tema, una volta visto questo tenero e divertente dilm d'animazione Disney.

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